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mercoledì 18 novembre 2009

Il «Financial Times» loda Tremonti: «Grazie a lui l’Italia ha i conti a posto»


Tenere la barra dritta nei conti pubblici non procura simpatie in Parlamento, ma fa guadagnare posizioni nella classifica dei migliori ministri europei delle Finanze, stilata dall’occhiuto Financial Times. La Bibbia della city londinese promuove Giulio Tremonti al quinto posto della graduatoria: un salto alla Bob Beamon, visto che solo un anno fa il nostro ministro dell’Economia si trovava verso fondo classifica, al sedicesimo posto.
Non è facile migliorare le posizioni in tempo di crisi, e che crisi. Ce l’hanno fatta Tremonti e la vincitrice francese Christine Lagarde, settima lo scorso anno e addirittura ultima nel 2007. Al nostro ministro dell’Economia il Financial Times riconosce la «guida piuttosto ferma» delle finanze pubbliche italiane, «notoriamente poco docili». La forte performance di «mr Tremonti», aggiunge ilFinancial Times, dimostra come le cose possano cambiare in tempi di crisi: negli anni passati, l’Italia navigava nelle parti basse della classifica, e due anni fa la Francia era addirittura all’ultimo posto. Quest’anno, invece, Christine Lagarde svetta in testa alla graduatoria grazie al fatto che l’economia francese si è rivelata la più resistente alla tempesta economica e finanziaria, anche grazie a una politica fiscale che ha «tempestivamente evitato una più profonda recessione». L’annus horribilis considerato dal quotidiano britannico - dal settembre 2008 allo stesso mese del 2009 - ha invece colpito duramente il vincitore dello scorso anno, il finlandese Katainen, precipitato al dodicesimo posto insieme con l’economia del suo Paese.
«Nonostante i conflitti politici interni - scrive il Ft - Tremonti ha tenuto lustra la reputazione fiscale dell’Italia». Quinto in classifica generale, il nostro ministro mantiene la stessa posizione per quanto riguarda la valutazione economica generale (variazione del Pil, deficit, disoccupazione); scende all’ottavo posto nella speciale graduatoria anticrisi (misure specifiche ed exit strategy); finisce al tredicesimo per quanto riguarda la percezione a lungo termine dell’economia. Del resto, i problemi strutturali del nostro Paese - a partire dal debito pubblico - non li scopre il Financial Times. Per inciso, vale la pena di ricordare che nel periodo del centrosinistra - per la precisione, si trattava del governo Prodi - il ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa si aggiudicò la maglia nera nel 2006 e il terz’ultimo posto nel 2007. «Non mi sento bocciato», dichiarò Tps. In ogni caso, non era stato promosso. L’ultimo della classifica 2009 (sono diciannove i ministri finanziari presi in considerazione su ventisette) è l’irlandese Brian Leniham.
Il successo del ministro delle Finanze francese è anche legato «alla sua determinazione nelle risposta coordinata alla crisi», spiega Marco Annunziata, capoeconomista di Unicredit e componente della giuria. Alla signora Lagarde, insieme con il successo, arriva anche un avvertimento da parte dei giornalisti del quotidiano londinese: «Neppure il premio del Financial Times può garantire il lieto fine».

Fonte: ilgiornale.it
mercoledì 11 novembre 2009

Per l'economia del PD Team di giovani.


La nuova categoria bersaniana è quella dei «giovani sperimentati». L'ossimoro – tale è nel panorama italiano – è stato coniato dal neo-segretario del Pd non tanto per promettere che con lui avanzerà una nuova generazione ma che ne avanzerà una diversa da quella che si è vista finora. Non più candidature simboliche o volti telegenici ma ragazzi «che tirano la carretta» e aspettano la fine del periodo di prova. Insomma, dopo Walter Veltroni, il neo-leader ridefinisce pure il profilo del giovane-democratico: non un idolo della rete o delle telecamere ma uno sherpa, uno cresciuto nell'ombra del mondo cartaceo, tutto testi e "lenzuolate". Pierluigi Bersani è forse l'unico, tra gli ex Ds, ad aver "allevato" i suoi ragazzi incrociandoli nelle stanze del ministero dell'Industria o nei suoi «giri» sul territorio. Come è accaduto con il nuovo tesoriere, Antonio Misiani, conosciuto all'inaugurazione di una sezione ex-Ds di Pradalunga, provincia di Bergamo.
fonte: Sole24ore.it
martedì 3 novembre 2009

Rinviare il mutuo costerà caro


Tutto ha un prezzo. La sospensione del mutuo appena annunciata dall'Abi non fa certo eccezione. Quanto costerà esattamente sospendere le rate per 12 mesi non è ancora ben chiaro.
Piano famiglie
Sotto il grande ombrello del "Piano Famiglie", il provvedimento di sospensione della rata riguarderà prioritariamente i soggetti che si trovino in gravi difficoltà economiche, sebbene sia a discrezione della banca stabilire l'applicazione del provvedimento.
A poter dunque beneficiare del provvedimento saranno, lo ricordiamo, tutti coloro che:
  • abbiano perso il posto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o abbiano terminato il contratto di lavoro dipendente a tempo determinato, parasubordinato o assimilato;
  • abbiano cessato l'attività di lavoro autonomo;
  • abbiano perso causa morte uno dei componenti il nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia;
  • abbiano ricevuto misure di sostegno al reddito per la sospensione del lavoro (Cig e Cigs).
L'iniziativa delle banche
Nonostante ci siano ancora più ombre che luci sul provvedimento, per il quale si attendono dettagli operativi e tecnici per fine novembre, alcuni istituti di credito avrebbero già preso l'iniziativa.
E' il caso del Gruppo Montepaschi (Banca Mps, Banca Antonveneta e Biverbanca), che, a partire da febbraio avrebbe già adottato la sospensione del mutuo per 12 mesi per i clienti che abbiano perso il lavoro o siano finiti in cassa integrazione.

Dilazione anche per il credito al consumo. La finanziaria Consum.it (sempre Gruppo Mps) ha esteso la dilazione anche sui debiti acquisiti per l'acquisto di auto o mobili. La moratoria in questo caso vale però per un massimo di 6 mesi  purchè il cliente sia in piena regola con i pagamenti nei precedenti 12.
Sospensione più generosa invece a Vicenza, dove la Banca Popolare avrebbe predisposto una moratoria di 18 mesi per chi versi in particolari difficoltà economiche.
Quanto costa la sospensione?
Spetterà all'Abi stabilire come avverrà il recupero degli interessi maturati durante la sospensione.
Nel caso di Mps gli interessi arretrati sarebbero stati spalmati sull'intero piano di ammortamento.
Il cliente avrà dunque la possibilità di chiedere un allungamento del periodo di ammortamento e nello stesso tempo una rata adeguata al suo reddito attuale.

Conti in tasca agli italiani
Quanto costerà dunque ad una famiglia italiana posticipare il pagamento delle rate? Stando ai calcoli di Progetica se si considerasse un mutuo ventennale di 100.000 euro a tasso fisso stipulato nell'ottobre 2004 gli interessi maturati risulterebbero pari a 5.117 euro, mentre per un finanziamento a tasso variabile l'onere risulterebbe di 1.867 euro. Per lo stesso mutuo di durata decennale i costi risulterebbero rispettivamente di 3.124 e 1.256 euro.
fonte: lastampa.it
mercoledì 28 ottobre 2009

Nascerà il fondo salva imprese?

Mentre ad Arcore, con la fattiva mediazione di Umberto Bossi, Silvio Berlusconi ha messo a punto il compromesso che ha chiuso ieri sera il conflitto interno aperto con Giulio Tremonti, si sono fatti piu' chiari i contenuti del piano sottoposto due giorni fa dal ministro dell'Economia ai vertici di Unicredit e Intesa Sanpaolo.

All'incontro del disgelo, si legge in un articolo di MF, non hanno partecipato solo il ministro, Corrado Passera, Alessandro Profumo, Giuseppe Guzzetti e Fabrizio Palenzona come si era saputo in un primo tempo.

Sul tavolo c'era, infatti, un altro coperto riservato al d.g. del Tesoro, Vittorio Grilli, ed e' proprio quest'ultimo che adesso terra' i contatti per realizzare il progetto.

L'idea, secondo quanto ha appreso MF-Milano Finanza, e' di creare una societa' di partecipazioni per sostenere piccole e medie imprese in difficolta' ma con prospettive di mercato sostenibili.L'intervento del nuovo fondo, nelle intenzioni di Tremonti, potrebbe avvenire lungo due direzioni: o trasformando i crediti in equity o con una partecipazione diretta al capitale. Naturalmente anche l'imprenditore dovrebbe fare la sua parte, impegnandosi di piu' nel capitale dell'azienda. Il fondo di salvataggio partirebbe con una dotazione iniziale tra 1 e 2 miliardi, ma l'obiettivo del Tesoro sarebbe quello di arrivare fino a 3 miliardi e oltre. Al capitale della societa' parteciperanno non solo Intesa e Unicredit, ma anche cinque o sei fra le principali banche (tra cui sicuramente Ubi B. e B.P.Milano, considerati tra gli istituti piu' vicini a Tremonti)

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