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giovedì 14 gennaio 2010

Decreto mille proroghe

Proroga dei termini per la pubblicazione inGazzetta Ufficiale degli Studi di Settore per gli anni 2009 e 2010, estensione temporale dello “scudo fiscale“ sino al 30 aprile 2010, con modifica delle aliquote dell’ imposta “straordinaria“ e sostituzione delle agevolazioni fiscali applicabili nelle zone franche urbane con un contributo di natura finanziaria

Queste le principali misure fiscali contenute nel decreto legge 30 dicembre 2009, n.194, recante “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative” (cd decreto mille proroghe), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.302 del 30 dicembre 2009 ed in vigore dalla stessa data.

1. Proroga dei termini per la pubblicazione in G.U. degli Studi di Settore - art.1, c. 4
2. Proroga dello scudo fiscale - art.1, c.1 - 3
3. Modifica delle agevolazioni per le zone franche urbane - art.9, c.4
4. Disposizioni in favore dell’ Abruzzo - art.1, c.10-11

1. Proroga dei termini per la pubblicazione in G.U. degli Studi di Settore - art.1, c. 4

Al fine di tener conto della crisi economica e dei mercati, l’ art.1, comma 4, del D.L. 194 / 2009, stabilisce la proroga dei termini della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale degli Studi di Settore per gli anni 2009 e 2010.

In particolare, viene previsto che:
- per l’ anno 2009, gli Studi di Settore dovranno essere pubblicati in G.U. entro il 31 marzo 2010;
- per l’ anno 2010, la pubblicazione in G.U. dovrà avvenire entro il 31 marzo 2011.
Tale disposizione riguarda anche lo Studio di Settore per l’ edilizia, oggetto di revisione ordinaria con decorrenza dal periodo d’ imposta 2009, e costituisce la necessaria conferma normativa delle conclusioni cui era giunta la Commissione degli Esperti (della quale fa parte anche l’ ANCE) che, con Delibera del 16 settembre 2009, si era espressa sull’ opportunità di un rinvio dell’ approvazione del nuovo Studio, anche alla luce del fatto che si tratta del primo Studio di Settore elaborato su base regionale.

2. Proroga dello scudo fiscale - art.1, c.1 - 3

L’ art.1, commi 1 - 3, dispone la proroga al 30 aprile 2010 del termine per effettuare il rimpatrio o laregolarizzazione di attività finanziarie e patrimoniali detenute all’ estero (cd scudo fiscale), introdotto dall’ art.13 - bis del D.L. 1° luglio 2009, n.78 (convertito, con modifiche, nella legge 102 / 2009) e la cui scadenza era stata fissata al 15 dicembre 2009.

Contestualmente alla proroga, vengono inoltre introdotte due diverse aliquote dell’ imposta straordinaria (originariamente fissata in misura pari al 5% del valore complessivo dei capitali rimpatriati o regolarizzati), applicabili a seconda del periodo di effettuazione della sanatoria.

In particolare, l’ aliquota dell’ imposta è pari al:
- 6%, per le operazioni che saranno perfezionate successivamente al 15 dicembre 2009 ed entro il 28 febbraio 2010;
- 7% per quelle portate a compimento dal 1° marzo al 30 aprile 2010.

Resta fermo che, per essere oggetto di regolarizzazione o di rimpatrio, le attività devono essere detenute, entro la data del 31 dicembre 2008, in Stati dell’ Unione Europea, o Stati non appartenenti all’ Unione Europea o in Stati aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali in via amministrativa.

Inoltre, il medesimo art.1 del provvedimento prevede, al comma 3, il raddoppio dei termini a disposizione dell’ Amministrazione Finanziaria per effettuare gli accertamenti, sia ai fini delle imposte dirette che dell’ IVA, basati sulla presunzione che gli investimenti e le attività detenute illecitamente all’ estero siano costituiti mediante redditi sottratti a tassazione in Italia (di cui all’ art.12, comma 2, del citato D.L. 78/2009, convertito con modifiche nella legge 102 / 2009).

Pertanto, la notifica di tali accertamenti potrà avvenire sino all’ ottavo anno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata presentata o, in caso di dichiarazione omessa, fino al decimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione doveva essere presentata.

3. Modifica delle agevolazioni per le zone franche urbane - art.9, c.4

L’ art.9, comma 4, del provvedimento prevede l’ eliminazione del regime fiscale agevolato (esenzione dalle imposte sui redditi, dall’ IRAP e dall’ ICI), che veniva riconosciuto alle piccole e microimprese situate nelle zone franche urbane dall’ art.1, commi 340 - 341 quater, della legge 296 / 2006.

In particolare, le agevolazioni originariamente previste sono sostituite da un contributo parametrato all’ ICI dovuta da tali soggetti per gli immobili situati nelle zone franche urbane e utilizzati nell’ esercizio d’ impresa, ed all’ ammontare dei contributi previdenziali dagli stessi dovuti sulle retribuzioni dei propri lavoratori dipendenti.

4. Disposizioni in favore dell’ Abruzzo - art.1, c.10 - 11

L’ art.1, commi 10 - 11, prevede l’ adozione di specifici provvedimenti diretti a prorogare il periodo di sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari e contributivi, originariamente fissato sino al 30 novembre 2009, per i soggetti (persone fisiche e non) residenti o aventi domicilio fiscale o sede operativa nei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.

In attuazione di tale disposizione è stata emanata l’ Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3837 del 30 dicembre 2009, con la quale, per i predetti soggetti, è stato prorogato sino al30 giugno 2010 il periodo di sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari e contributivi.

La medesima Ordinanza stabilisce, inoltre, che non si fa luogo al rimborso di quanto già versato e che, con successivo provvedimento, saranno stabilite le modalità di effettuazione degli adempimenti e dei versamenti sospesi.

mercoledì 4 novembre 2009

Auguri Presidente Obama: un anno dall'elezione.


Oggi è il primo anniversario dell’elezione di Obama.
 In realtà il presidente americano ha iniziato a governare solo il 20 gennaio 2009, ma la data è simbolica e permette un primo bilancio del suo operato. Recentemente abbiamo parlato della sua politica estera, ora è il caso di tentare un consuntivo sulla sua gestione dell’economia.
obama changeUn anno fa la sua sembrava una missione impossibile: il sistema finanziario mondiale era sull’orlo del fallimento, mentre l’economia mondiale, trascinata da quella americana, galoppava verso la recessione più pesante degli ultimi 70 anni. Oggi la situazione appare decisamente migliore: il «credit crunch» è stato evitato e la crisi, benché pesante, non è paragonabile a quella del ‘29. «Il peggio è passato», proclamano gli economisti. Bravo Obama, dunque. ma è davvero così?
Il presidente degli Stati Uniti ha sì salvato il paziente da morte quasi certa, ma ricorrendo a cure pesantissime e senza riuscire a estirpare il male che, come un tumore, rischia di riemergere in futuro. Vediamo perché.
1) il salvataggio dell’economia Usa è avvenuto a un costo esorbitante, tutto a carico dello Stato. Il deficit pubblico galoppa a due cifre, mentre il debito, che nel 2008 era pari al 70% del Pil, è salito al 90,4%, pari a un aumento di venti punti percentuali in dodici mesi e con la prospettiva di salire al 101% nel 2011. Sono livelli non lontani da quelli italiani. Non mi sembra un gran risultato, tanto più che l’esiguo risparmio degli americani non consente di finanziare l’acquisto di una massa immensa di Treasury bonds. Dunque l’America è ancora più dipendente dall’estero e in particolare dalla Cina.
2) Il dollaro. Come può la moneta di un Paese in rosso per 13mila miliardi di dollari rimanere la valuta di riferimento mondiale? La risposta è semplice: non può. Questo 2009 rischia di essere ricordato come il primo di un ridimensionamento strutturale del dollaro, che in un futuro non lontano appare destinato a perdere il proprio ruolo di moneta di scambio e di riserva, come accaduto alla sterlina nel dopoguerra.
3) La recessione. Nell’ultimo trimestre il Pil americano è salito a sorpresa del 3,5%, ma grazie soprattutto ai colossi incentivi pubblici varati da Obama, che stanno finendo. Una bella iniezione di cortisone, e poi? Il paziente resta piuttosto debole. La disoccupazione ha toccato il 9,8% e potrebbe arrivare al 12%, il mercato immobiliare è asfittico, l’economia privata (quella vera, non drogata dallo Stato) resta anemica.
4) C’è un solo settore che va benissimo: quello finanziario. Obama aveva promesso il cambiamento e la fine dello strapotere delle lobby soprattutto bancarie. È accaduto esattamente il contrario. Il presidente capisce poco di finanza, per sua stessa ammissione, e ha nominato Timothy Geithner ministro del Tesoro, a Larry Summers superconsigliere economico, confermando Ben Bernanke alla guida della Federal Reserve, ovvero si è affidato a tre economisti espressione del mondo che Obama voleva combattere e che infatti hanno fatto gli interessi di Wall Street. La Borsa è salita, ma dopo che le autorità hanno cambiato i criteri contabili delle società, permettendo di nascondere i debiti inesibigili.
Le banche Usa hanno incassato 700 miliardi di dollari in sovvenzioni statali, oggi sono più forti e potenti di prima. Nonostante le polemiche sui bonus, i banchieri incasseranno nel 2009 premi per 140 miliardi di dollari, dieci in più rispetto al 2007, mentre le annunciate riforme sono rimaste sulla carta. Finanza creativa, derivati, esposizione al rischio, trasparenza: tutto è rimasto come prima.
5) Del suo programma originario Obama ha mantenuto l’impegno a incentivare forme di energia più pulite e un’economia più verde. Troppo poco e con modalità ancora vaghe. La tanto decantata Obamanomics non si vede. E il presidente più che innovare, per ora conserva. Con un rischio sempre più evidente: quello di una nuova bolla di Borsa che forse proprio in questi giorni sta esplodendo.
Non riesco proprio a festeggiare e resto molto cauto sulla salute dell’economia americana e dunque di quella mondiale. A torto o a ragione?
martedì 3 novembre 2009

Sardegna in controtendenza: calano i mutui.




Nel secondo trimestre 2009 il mercato dei mutui per l'acquisto di abitazioni ha fatto registrare in Sardegna un calo del 4% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. E' quanto emerge dai dati dell'ufficio studi di Tecnocasa in base ai quali, nel periodo preso in esame, nell'isola sono stati erogati 231 milioni di euro pari all'1,8% dei volumi in campo nazionale per cui la Sardegna si colloca al tredicesimo posto in Italia.
  A livello provinciale si registra una diminuzione generalizzata ad eccezione di Nuoro (+13%). In calo l'erogazione dei mutui a Oristano (-20%), Sassari (-9%) e anche in provincia di Cagliari (-1%), prima tra le province sarde al 28ˆ posto per volumi erogati in Italia con 12 milioni di euro (0,9% dei volumi nazionali). Nei volumi totali della regione sono riportati per la prima volta le erogazioni di tre nuove province: Carbonia-Iglesias con 675.000 euro, Medio Campidano con 135.000 euro e Olbia-Tempio con 90.000 euro.

Rinviare il mutuo costerà caro


Tutto ha un prezzo. La sospensione del mutuo appena annunciata dall'Abi non fa certo eccezione. Quanto costerà esattamente sospendere le rate per 12 mesi non è ancora ben chiaro.
Piano famiglie
Sotto il grande ombrello del "Piano Famiglie", il provvedimento di sospensione della rata riguarderà prioritariamente i soggetti che si trovino in gravi difficoltà economiche, sebbene sia a discrezione della banca stabilire l'applicazione del provvedimento.
A poter dunque beneficiare del provvedimento saranno, lo ricordiamo, tutti coloro che:
  • abbiano perso il posto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o abbiano terminato il contratto di lavoro dipendente a tempo determinato, parasubordinato o assimilato;
  • abbiano cessato l'attività di lavoro autonomo;
  • abbiano perso causa morte uno dei componenti il nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia;
  • abbiano ricevuto misure di sostegno al reddito per la sospensione del lavoro (Cig e Cigs).
L'iniziativa delle banche
Nonostante ci siano ancora più ombre che luci sul provvedimento, per il quale si attendono dettagli operativi e tecnici per fine novembre, alcuni istituti di credito avrebbero già preso l'iniziativa.
E' il caso del Gruppo Montepaschi (Banca Mps, Banca Antonveneta e Biverbanca), che, a partire da febbraio avrebbe già adottato la sospensione del mutuo per 12 mesi per i clienti che abbiano perso il lavoro o siano finiti in cassa integrazione.

Dilazione anche per il credito al consumo. La finanziaria Consum.it (sempre Gruppo Mps) ha esteso la dilazione anche sui debiti acquisiti per l'acquisto di auto o mobili. La moratoria in questo caso vale però per un massimo di 6 mesi  purchè il cliente sia in piena regola con i pagamenti nei precedenti 12.
Sospensione più generosa invece a Vicenza, dove la Banca Popolare avrebbe predisposto una moratoria di 18 mesi per chi versi in particolari difficoltà economiche.
Quanto costa la sospensione?
Spetterà all'Abi stabilire come avverrà il recupero degli interessi maturati durante la sospensione.
Nel caso di Mps gli interessi arretrati sarebbero stati spalmati sull'intero piano di ammortamento.
Il cliente avrà dunque la possibilità di chiedere un allungamento del periodo di ammortamento e nello stesso tempo una rata adeguata al suo reddito attuale.

Conti in tasca agli italiani
Quanto costerà dunque ad una famiglia italiana posticipare il pagamento delle rate? Stando ai calcoli di Progetica se si considerasse un mutuo ventennale di 100.000 euro a tasso fisso stipulato nell'ottobre 2004 gli interessi maturati risulterebbero pari a 5.117 euro, mentre per un finanziamento a tasso variabile l'onere risulterebbe di 1.867 euro. Per lo stesso mutuo di durata decennale i costi risulterebbero rispettivamente di 3.124 e 1.256 euro.
fonte: lastampa.it

Scudo fiscale, è boom.




Lo scudo fiscale non arresta la corsa, come anticipato sabato da MF-Milano Finanza. La soglia dei 40 mld e' stata gia' superata e il totale dei rimpatri e delle regolarizzazioni si avvicina rapidamente a quota 50 mld.
Rispetto ai 20 mld di meta' ottobre, si legge in un articolo di MF, la raccolta attraverso le private bank e' di fatto piu' che raddoppiata sicche' l'obiettivo fissato dal governo in 80-100 mld da raggiungere entro il 15 dicembre prossimo e' sempre piu' alla portata.
Lo scudo ter sta riscuotendo maggior successo che nelle precedenti edizioni, uno spostamento di capitali talmente rilevate da scatenare una guerra diplomatica vera e propria da parte delle autorita' di Berna, al punto che il presidente della Confederazione elvetica e ministro delle Finanze, Hans-Rudolf Merz, aveva annunciato l'interruzione "dei negoziati relativi ai nuovi accordi sulla doppia imposizione fiscale, da parte nostra vicini alla ratifica"

Tregua mutui? Favorite solo le Banche-




“Tregua mutui da 8 miliardi”  La cattiva notizia però è che i disoccupati e i cassintegrati con prestiti personali non sono ricompresi, e infatti la cifra stimata di 110 mila famiglie è piuttosto esigua, e inoltre la proposta governativa originaria era di diciotto mesi. Inoltre Luca Fornovo su “la Stampa” a pagina 3, nell’articolo “Così i banchieri si mettono al riparo dalle insolvenze”, evidenzia il lato B della cosa: gli istituti di credito, e il loro presidente Abi Corrado Faissola,  non sono statri mossi da considerazioni filantropiche, ma pratiche. E concernenti i bilanci delle proprie casse: se il mutuo è congelato per un anno non finisce al passivo. Il quotidiano torinese che pure apre in prima con “Moratoria sui mutui - Rate sospese per un anno a chi è in difficoltà” è l’unico quotidiano a sottolineare con siffatta veemenza il rovescio della medaglia. Visto che siamo sul quotidiano del Lingotto rimaniamoci per l’altra notizia economica del giorno: “Sorpresa Fiat: il triemstre è in utile”. Sia pure solo di 25 milioni di euro, contro i 460 e fischia della trimestrale corrispondente del 2008. Cala invece il fatturato del 15,9% , e si attesta a quota 12 miliardi di euro, rispetto allo stesso periodo del 2008 come fa rilevare il “Sole” in prima pagina sotto il titolo “Una Fiat a 25 milioni - Fatturato in frenata”. E nella prima pagina del dorso “Finanza e Mercati” si parla nel titolo anche dell’incognita per gli incentivi del 2010 da parte del governo. Già, perché la Fiat produce utili e fatturato soprattutto con “l’aiutino” da parte della collettività. Sulla prima del “Sole” si completa il panorama economico della giornata con “Dollaro a 1,50 euro e petrolio a quota $ 82 - Allarme per l’export” e con , a proposito di credito, la notizia che lo “zar” Usa dei bonus chiede  un taglio del 90%  dei superstipendi. Possiamo anche prendere un’altra notizia dalle agenzie di ieri che davano conto di una levata di scudi, fiscali, dei commercialisti che chiedono al governo di usare  i proventi dello “scudo” famigerato per sostenere le Pmi e i professionisti. Magari abolendo l’Irap voluta da Prodi. “Ci sono chiari segnali di una fuoriuscita dell’Italia dalla fase acuta della crisi - si legge nel loro documento -  addirittura più velocemente di altri Paese europei. Ma i mesi che verranno per PMI e professionisti saranno comunque difficili. La finanziaria va rafforzata, con interventi mirati a sostenere questi due pilastri del nostro sistema economico. A cominciare dall’abolizione dell’Irap. Un proposta che noi avanziamo da tempo e che ora, notiamo con piacere, non è più un tabù.”  Vedremo se questa vox clamans resterà nel deserto.  A proposito di richieste al governo, va segnalata, dal “Foglio”, la notizia della conferenza stampa bipartisan, che si terrà oggi alla sala stampa della Camera dei deputati, con Marco Pannella e il direttore di Radio radicale Massimo Bordin, per sostenere un emendamento alla finanziaria per il rinnovo della convenzione all’emittente pannelliana che svolge un impareggiabile servizio pubblico per cittadini e  addetti ai lavori e che non si ferma alle aule paralmentari ma entra anche nelle più importanti aule di tribunale italiane. A proposito delle quali oggi, ed è la notizia politico giudiziaria del giorno che apre ad esempio quotidiani come il “Corriere della sera” che vi dedica le prime nove pagine , va segnalata l’ennesima inchiesta che coinvolge Clemente Mastella e  consorte. Quest’ultima è stata “esiliata” dalla Campania con provvedimento cautelare del gip di Napoli. Il titolo del quotidiano di via Solferino in proposito è il seguente: “Napoli, scandalo assunzioni”. Ci sono sessantatre indagati ed emerge un altro “papello”, quello delle raccomandazioni, con una classifica di “raccomandanti”. Tra essi, oltre a Mastella, De Mita e Bassolino, c’è anche l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. La “Repubblica” dedica l’apertura a questa inchiesta con il titolo “Corruzione, terremoto a Napoli”, ma su “libero” Davide Giacalone fa notare che, oramai dal 1992 a oggi, in ogni campagna elettorale il copione di arresti e inchieste eccellenti si ripete a orologeria. “Repubblica” dedica anche un titolo a un’altra inquietante notizia del giorno che viene dal social network “facebook”: “In 12 mila su Facebook: uccidiamo Berlusconi. Alfano: pericolo grave. Indaga la procura”. Ciò che però dal titolo non viene fuori è che in questo caso la procura di Roma per iniziare a indagare ha praticamente atteso l’input dell’attuale ministro di Grazia e Giustizia, che già ieri in mattinata parlava di “inaudita istigazione al reato”. In certi casi l’obbligatorietà dell’azione penale non ha scansioni così scontate, in altre parole. Tornando ai Mastella, il “Riformista” oggi titola con “MalaCampania”, sottolineando, come fa da vari giorni a questa parte, le magagne del partito democratico in loco. Oggi chiudiamo con una notizia che peraltro apre la prima del “Giornale” e che può essere considerata come un “cadeaux” al conduttore del famoso “processo del giovedì”, cioè Michele Santoro: “Santoro si fa la villa col condono”. “Il fustigatore dei costumi - spiega l’occhiello - compra casa da un milione di euro ad Amalfi. Problema: c’è un abuso e la regolarizazione viene negata da 23 anni. Ma per lui la giunta di sinistra fa il miracolo”. Il titolo e l’occhiello dicono tutto: anche Michele tiene famiglia. E forse il piano casa del Cav (che è in Russia per una visita “segreta” a Putin, e un quotidiano come “Europa” addirittura ipotizza scenari da Le Carrè) fa comodo anche a lui.

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