Moody’s: la classifica ” dell’altra miseria”
Siamo abituati a sentire la famosa agenzia americana Moody’s che stila ogni anno la classifica della ricchezza delle Nazioni in base al loro Pil
Quello che non sentivamo così spesso è l'indice della miseria.
O meglio quest'anno per la prima volta l'hanno chiamato l'indice dell'«altra miseria».
Cosìè: non è nient’altro che la sommatoria di due sotto-indicatori che sono il deficit fiscale e il tasso di disoccupazione attesi per il 2010.
Al primo posto troviamo: la Spagna che raggiunge una cifra del 20% di disoccupazione e dove la crisi immobiliare è stata la peggiore del pianeta.
A seguire ci sono la Lettonia e la Lituania, anche loro falciate dalla crisi internazionale, per poi passara a Irlanda e Grecia dove i conti pubblici sono allo sfascio.
Aumentano le richieste di mutui.
Si mantiene alta la domanda dei mutui ipotecari, che nel mese di ottobre fa segnare nuovamente un +8% rispetto allo stesso mese del 2008 (dato ponderato a parità di giorni lavorativi). Al contempo continua il trend di leggero spostamento delle domande verso fasce di importo più basse (al di sotto dei 75.000 euro) e durate medie più brevi (crescono maggiormente le richieste di mutuo con durata tra i 20 e i 25 anni). Queste sono le informazioni raccolte ad ottobre da EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 70 milioni di linee di credito (cioè la gran parte dei finanziamenti erogati al mercato retail).
Secondo l’analisi sembra che il picco negativo della crisi possa considerarsi definitivamente alle spalle, dopo che la domanda di mutui registrata in tutti i mesi del 2009, eccezion fatta per il mese di gennaio, ha continuato a confermare l'inversione di tendenza rispetto ai corrispondenti mesi del 2008.
Analizzando la domanda di mutui ipotecari aggregata, nei primi 10 mesi dell'anno la percentuale di crescita si è attestata a un significativo +5%. Incremento che non raggiunge i valori a doppia cifra registrati nei primi dieci mesi del 2007 (rispetto a quelli del 2006), ma che comunque si mantiene distante dal valore negativo dei primi dieci mesi del 2008, che registrarono complessivamente un calo del -3% rispetto allo stesso periodo del 2007.
Notizie finanziarie: il Ministro Tremonti interviene in assolombarda
Famiglie più povere: calano reddito, consumi e risparmio
Diminuisce il reddito disponibile lordo delle famiglie italiane, calano il potere d'acquisto, le spese per consumi finali e gli investimenti fissi lordi. Diminuisce anche la propensione al risparmio. È il quadro delineato dall'Istat nell'indagine riferita al secondo trimestre 2009.
Il reddito lordo a disposizione delle famiglie italiane, consumatori e micro-imprese, è calato di 11 miliardi di euro (-1%). Secondo l'Istat insieme al reddito si riduce anche la propensione al risparmio che è scesa dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Nel dettaglio, la propensione al risparmio delle famiglie nel secondo trimestre 2009 è stata pari al 15,2% del reddito lordo, in calo dopo molti trimestri di aumento. La spesa delle famiglie per consumi finali si è ridotta invece dello 0,5%.
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