Decreto mille proroghe
Proroga dei termini per la pubblicazione inGazzetta Ufficiale degli Studi di Settore per gli anni 2009 e 2010, estensione temporale dello “scudo fiscale“ sino al 30 aprile 2010, con modifica delle aliquote dell’ imposta “straordinaria“ e sostituzione delle agevolazioni fiscali applicabili nelle zone franche urbane con un contributo di natura finanziaria
Queste le principali misure fiscali contenute nel decreto legge 30 dicembre 2009, n.194, recante “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative” (cd decreto mille proroghe), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.302 del 30 dicembre 2009 ed in vigore dalla stessa data.
1. Proroga dei termini per la pubblicazione in G.U. degli Studi di Settore - art.1, c. 4
2. Proroga dello scudo fiscale - art.1, c.1 - 3
3. Modifica delle agevolazioni per le zone franche urbane - art.9, c.4
4. Disposizioni in favore dell’ Abruzzo - art.1, c.10-11
1. Proroga dei termini per la pubblicazione in G.U. degli Studi di Settore - art.1, c. 4
Al fine di tener conto della crisi economica e dei mercati, l’ art.1, comma 4, del D.L. 194 / 2009, stabilisce la proroga dei termini della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale degli Studi di Settore per gli anni 2009 e 2010.
In particolare, viene previsto che:
- per l’ anno 2009, gli Studi di Settore dovranno essere pubblicati in G.U. entro il 31 marzo 2010;
- per l’ anno 2010, la pubblicazione in G.U. dovrà avvenire entro il 31 marzo 2011.
Tale disposizione riguarda anche lo Studio di Settore per l’ edilizia, oggetto di revisione ordinaria con decorrenza dal periodo d’ imposta 2009, e costituisce la necessaria conferma normativa delle conclusioni cui era giunta la Commissione degli Esperti (della quale fa parte anche l’ ANCE) che, con Delibera del 16 settembre 2009, si era espressa sull’ opportunità di un rinvio dell’ approvazione del nuovo Studio, anche alla luce del fatto che si tratta del primo Studio di Settore elaborato su base regionale.
2. Proroga dello scudo fiscale - art.1, c.1 - 3
L’ art.1, commi 1 - 3, dispone la proroga al 30 aprile 2010 del termine per effettuare il rimpatrio o laregolarizzazione di attività finanziarie e patrimoniali detenute all’ estero (cd scudo fiscale), introdotto dall’ art.13 - bis del D.L. 1° luglio 2009, n.78 (convertito, con modifiche, nella legge 102 / 2009) e la cui scadenza era stata fissata al 15 dicembre 2009.
Contestualmente alla proroga, vengono inoltre introdotte due diverse aliquote dell’ imposta straordinaria (originariamente fissata in misura pari al 5% del valore complessivo dei capitali rimpatriati o regolarizzati), applicabili a seconda del periodo di effettuazione della sanatoria.
In particolare, l’ aliquota dell’ imposta è pari al:
- 6%, per le operazioni che saranno perfezionate successivamente al 15 dicembre 2009 ed entro il 28 febbraio 2010;
- 7% per quelle portate a compimento dal 1° marzo al 30 aprile 2010.
Resta fermo che, per essere oggetto di regolarizzazione o di rimpatrio, le attività devono essere detenute, entro la data del 31 dicembre 2008, in Stati dell’ Unione Europea, o Stati non appartenenti all’ Unione Europea o in Stati aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali in via amministrativa.
Inoltre, il medesimo art.1 del provvedimento prevede, al comma 3, il raddoppio dei termini a disposizione dell’ Amministrazione Finanziaria per effettuare gli accertamenti, sia ai fini delle imposte dirette che dell’ IVA, basati sulla presunzione che gli investimenti e le attività detenute illecitamente all’ estero siano costituiti mediante redditi sottratti a tassazione in Italia (di cui all’ art.12, comma 2, del citato D.L. 78/2009, convertito con modifiche nella legge 102 / 2009).
Pertanto, la notifica di tali accertamenti potrà avvenire sino all’ ottavo anno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata presentata o, in caso di dichiarazione omessa, fino al decimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione doveva essere presentata.
3. Modifica delle agevolazioni per le zone franche urbane - art.9, c.4
L’ art.9, comma 4, del provvedimento prevede l’ eliminazione del regime fiscale agevolato (esenzione dalle imposte sui redditi, dall’ IRAP e dall’ ICI), che veniva riconosciuto alle piccole e microimprese situate nelle zone franche urbane dall’ art.1, commi 340 - 341 quater, della legge 296 / 2006.
In particolare, le agevolazioni originariamente previste sono sostituite da un contributo parametrato all’ ICI dovuta da tali soggetti per gli immobili situati nelle zone franche urbane e utilizzati nell’ esercizio d’ impresa, ed all’ ammontare dei contributi previdenziali dagli stessi dovuti sulle retribuzioni dei propri lavoratori dipendenti.
4. Disposizioni in favore dell’ Abruzzo - art.1, c.10 - 11
L’ art.1, commi 10 - 11, prevede l’ adozione di specifici provvedimenti diretti a prorogare il periodo di sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari e contributivi, originariamente fissato sino al 30 novembre 2009, per i soggetti (persone fisiche e non) residenti o aventi domicilio fiscale o sede operativa nei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.
In attuazione di tale disposizione è stata emanata l’ Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3837 del 30 dicembre 2009, con la quale, per i predetti soggetti, è stato prorogato sino al30 giugno 2010 il periodo di sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari e contributivi.
La medesima Ordinanza stabilisce, inoltre, che non si fa luogo al rimborso di quanto già versato e che, con successivo provvedimento, saranno stabilite le modalità di effettuazione degli adempimenti e dei versamenti sospesi.
Italia in forte ripresa, secondo l’Ocse
Il superindice dell'economia Ocse di ottobre rileva la ripresa delle economie dei vari paesi, con "Canada, Francia, Italia, Germania e Regno Unito che registrano un recupero più forte rispetto al mese passato", grazie alle componenti finanziari e alla fiducia nel business. A ottobre, in particolar modo in Italia, il miglioramento è stato pari a 1,1 punti su base mensile a quota 106,5 punti e a +12,5 punti su base annuale.
Fonte: tgcom
Banca d’Italia: presentata una guida per i mutui.
Dopo le ultime vicende finanziarie e la crisi che non ci lascia respirare, la Banca d’Italia a deciso di fornire una guida pratica e fatta di semplici parole per tutti i cittadini che decidono di chiedere un prestito, ma ancora di piu’ per tutti coloro che decidono di chiedere un mutuo.
I cittadini devono muoversi tra numerose offerte del mercato e non sanno ancora quale puo’ essere la soluzione migliore tra il tasso variabile, fisso o misto di cui si parla sempre pochissimo ma che viene sottoposto in alcuni casi all’attenzione dei clienti che si rivolgono a istitutivi credito.
Il mutuo è suddiviso in due parti: una con il tasso fisso, una con il tasso variabile. Il doppio tasso è consigliabile a chi preferisce una soluzione intermedia tra il tasso fisso e il tasso variabile, equilibrando vantaggi e svantaggi di ciascuno. In alcuni casi gli enti pubblici possono contribuire al pagamento degli interessi del mutuo.
Le imposte e le agevolazioni fiscali sussistono quando il mutuo è concesso da una banca, il cliente paga un’imposta pari al 2% dell’ammontare complessivo, o allo 0,25% nel caso di acquisto della “prima casa”.
L’imposta è trattenuta direttamente dalla banca, per cui la somma percepita dal cliente è inferiore all’importo concesso. Se il mutuo è concesso da un’impresa non bancaria, per esempio una società finanziaria, le condizioni sono meno favorevoli. Ci possono poi essere altre imposte legate all’iscrizione dell’ipoteca o ad altri adempimenti.
Gli interessi pagati per un mutuo ipotecario per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale sono detraibili dall’Irpef.
Per restituire il denaro si parla anche di piano di ammortamento. È importante, per i mutui che sono o potrebbero rimanere a tasso fisso per tutta la durata del contratto, chiedere all’intermediario di poter esaminare il piano di ammortamento.
Il piano di ammortamento è il progetto di restituzione del debito. Il piano stabilisce la data entro la quale tutto il debito deve essere pagato, la periodicità delle singole rate (mese, trimestre, semestre) e i criteri per determinare l’ammontare di ogni rata. Esistono diversi meccanismi di restituzione del finanziamento.
In Italia, il piano di ammortamento più diffuso è il metodo cosiddetto “francese”: la rata prevede una quota capitale crescente e una quota interessi decrescente. All’inizio si pagano soprattutto interessi; a mano a mano che il capitale viene restituito, l’ammontare degli interessi diminuisce e la quota capitale aumenta. La variazione della composizione della rata in quota capitale e quota interessi può incidere sulle detrazioni fiscali, il cui importo può quindi cambiare di anno in anno.
Tutte le informazioni utili al cittadino sono disponibili sul sito della Banca d’Italia.
Mutuo Variabile: Bankitalia chiede chiarezza
Anche bankitalia suggerisce una linea di condotta, perchè è essenziale che gli intermediari forniscano alla clientela una corretta e sostanziale precontrattuale sui rischi connessi alla stipula di contratti il cui onere finanziario puo’ lievitare significativamente in presenza di aumenti dei tassi di interesse.
Per i mutui a tasso fisso permane un divario». I numeri: sul variabile l`Italia si colloca attorno al 3% contro il 2,5% circa del resto di Eurolandia, mentre per i mutui a tasso fisso il nostro Paese viaggia tra il 4,5 e il 5% contro una media inferiore al 4% nell`Eurozona.
Notizie finanziarie: il Ministro Tremonti interviene in assolombarda
Sardegna in controtendenza: calano i mutui.
Nel secondo trimestre 2009 il mercato dei mutui per l'acquisto di abitazioni ha fatto registrare in Sardegna un calo del 4% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. E' quanto emerge dai dati dell'ufficio studi di Tecnocasa in base ai quali, nel periodo preso in esame, nell'isola sono stati erogati 231 milioni di euro pari all'1,8% dei volumi in campo nazionale per cui la Sardegna si colloca al tredicesimo posto in Italia.
A livello provinciale si registra una diminuzione generalizzata ad eccezione di Nuoro (+13%). In calo l'erogazione dei mutui a Oristano (-20%), Sassari (-9%) e anche in provincia di Cagliari (-1%), prima tra le province sarde al 28ˆ posto per volumi erogati in Italia con 12 milioni di euro (0,9% dei volumi nazionali). Nei volumi totali della regione sono riportati per la prima volta le erogazioni di tre nuove province: Carbonia-Iglesias con 675.000 euro, Medio Campidano con 135.000 euro e Olbia-Tempio con 90.000 euro.
Scudo fiscale, è boom.
Lo scudo fiscale non arresta la corsa, come anticipato sabato da MF-Milano Finanza. La soglia dei 40 mld e' stata gia' superata e il totale dei rimpatri e delle regolarizzazioni si avvicina rapidamente a quota 50 mld.
Rispetto ai 20 mld di meta' ottobre, si legge in un articolo di MF, la raccolta attraverso le private bank e' di fatto piu' che raddoppiata sicche' l'obiettivo fissato dal governo in 80-100 mld da raggiungere entro il 15 dicembre prossimo e' sempre piu' alla portata.
Lo scudo ter sta riscuotendo maggior successo che nelle precedenti edizioni, uno spostamento di capitali talmente rilevate da scatenare una guerra diplomatica vera e propria da parte delle autorita' di Berna, al punto che il presidente della Confederazione elvetica e ministro delle Finanze, Hans-Rudolf Merz, aveva annunciato l'interruzione "dei negoziati relativi ai nuovi accordi sulla doppia imposizione fiscale, da parte nostra vicini alla ratifica"
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