Mutui: tassi ancora bassi a lungo !!!!
Non si arresta la corsa a ribasso dei tassi sui mutui, scesi sotto la soglia del 3% (non accadeva dal 1995). l'indice euribor a 3 mesi - al quale si agganciano la maggior parte dei mutui casa - è stato fissato allo 0,716% e i tempi di risalita potrebbero prolungarsi rispetto a quanto ci si attendeva poco tempo fa.
I mercati stanno rivedendo a ribasso le stime sull'euribor per i prossimi 2 anni in virtù della elevata incertezza del quadro economico internazionale.
Dovrebbero dormire ancora sonni tranquilli quindi quei risparmiatori che hanno acceso un mutuo a tasso variabile: l'euribor 3 mesi che solo venerdì scorso era atteso all'1,20% entro giugno 2010, si è ridotto all'1,10%. sempre a ribasso le previsioni per i prossimi 2 anni: gli esperti, che avevano fissato il tasso all'1,89% a dicembre 2010, hanno abbassato la stima all'1,73%. tra 2 anni - a dicembre 2011 - euribor fissato a 2,58% al posto del 2,72% precedentemente previsto. per quanto concerne l'irs, il saggio di riferimento dei mutui a tasso fisso, la prospettiva di uno scenario di inflazione non preoccupante dovrebbe limitare importanti movimenti al rialzo dei tassi a medio lungo termine. l'irs 20 anni per esempio, oggi al 3,93% tra un anno è atteso dal mercato al 4,05%
fonte: idealista.it
Banca d’Italia: presentata una guida per i mutui.
Dopo le ultime vicende finanziarie e la crisi che non ci lascia respirare, la Banca d’Italia a deciso di fornire una guida pratica e fatta di semplici parole per tutti i cittadini che decidono di chiedere un prestito, ma ancora di piu’ per tutti coloro che decidono di chiedere un mutuo.
I cittadini devono muoversi tra numerose offerte del mercato e non sanno ancora quale puo’ essere la soluzione migliore tra il tasso variabile, fisso o misto di cui si parla sempre pochissimo ma che viene sottoposto in alcuni casi all’attenzione dei clienti che si rivolgono a istitutivi credito.
Il mutuo è suddiviso in due parti: una con il tasso fisso, una con il tasso variabile. Il doppio tasso è consigliabile a chi preferisce una soluzione intermedia tra il tasso fisso e il tasso variabile, equilibrando vantaggi e svantaggi di ciascuno. In alcuni casi gli enti pubblici possono contribuire al pagamento degli interessi del mutuo.
Le imposte e le agevolazioni fiscali sussistono quando il mutuo è concesso da una banca, il cliente paga un’imposta pari al 2% dell’ammontare complessivo, o allo 0,25% nel caso di acquisto della “prima casa”.
L’imposta è trattenuta direttamente dalla banca, per cui la somma percepita dal cliente è inferiore all’importo concesso. Se il mutuo è concesso da un’impresa non bancaria, per esempio una società finanziaria, le condizioni sono meno favorevoli. Ci possono poi essere altre imposte legate all’iscrizione dell’ipoteca o ad altri adempimenti.
Gli interessi pagati per un mutuo ipotecario per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale sono detraibili dall’Irpef.
Per restituire il denaro si parla anche di piano di ammortamento. È importante, per i mutui che sono o potrebbero rimanere a tasso fisso per tutta la durata del contratto, chiedere all’intermediario di poter esaminare il piano di ammortamento.
Il piano di ammortamento è il progetto di restituzione del debito. Il piano stabilisce la data entro la quale tutto il debito deve essere pagato, la periodicità delle singole rate (mese, trimestre, semestre) e i criteri per determinare l’ammontare di ogni rata. Esistono diversi meccanismi di restituzione del finanziamento.
In Italia, il piano di ammortamento più diffuso è il metodo cosiddetto “francese”: la rata prevede una quota capitale crescente e una quota interessi decrescente. All’inizio si pagano soprattutto interessi; a mano a mano che il capitale viene restituito, l’ammontare degli interessi diminuisce e la quota capitale aumenta. La variazione della composizione della rata in quota capitale e quota interessi può incidere sulle detrazioni fiscali, il cui importo può quindi cambiare di anno in anno.
Tutte le informazioni utili al cittadino sono disponibili sul sito della Banca d’Italia.
Dubai fa tremare l’ europa
A Dubai c’è stato un vero terremoto. Finanziario, questa volta. La richiesta del fondo governativo Dubai World di sospendere per i prossimi sei mesi il pagamento del debito da 59 miliardi di dollari con le banche, ha scosso tutte le piazze finanziarie internazionali che in un solo giorno (il 26 novembre) hanno bruciato 152 miliardi di euro. Il fondo Dubai world, tanto per capirsi, sta costruendo vere e proprie città nella città come Jumeirah village, Jumeira Island, Park e Heights e sta completando anche la realizzazione della Palm Jumeirah che sorge davanti alla Marina. In più Dubai World si occupa anche del completamento dell’aeroporto emiratino.
La crisi, scoppiata in parte anche perché è venuta meno la promessa di copertura finanziaria da parte non solo dell’emirato ma anche della vicina Abu Dhabi, riguarda prevalentemente i debiti contratti per i numerosi e costosi progetti immobiliari che lo sceicco di Dubai, Ahmed bin Saeed al-Maktoum, ha messo in cantiere negli ultimi cinque anni e che, complice anche la crisi internazionale, sono rimasti senza credito e, soprattutto, senza acquirenti.
Quello che resta da capire è soprattutto che tipo di impatto avrà sul mercato italiano questa crisi. Se ne avrà uno. L’Italia in realtà non è uno dei paesi principali investitori nell’emirato arabo anche se nel settore immobiliare più di una società aveva cercato un approdo a Dubai. Tra questi Gabetti, Professione casa, ma anche Volpes e Multiplata. Servirà tempo e pazienza perché la situazione si riprenda. Forse più dei sei mesi richiesti per la moratoria dei debiti.
Aumentano le richieste di mutui.
Si mantiene alta la domanda dei mutui ipotecari, che nel mese di ottobre fa segnare nuovamente un +8% rispetto allo stesso mese del 2008 (dato ponderato a parità di giorni lavorativi). Al contempo continua il trend di leggero spostamento delle domande verso fasce di importo più basse (al di sotto dei 75.000 euro) e durate medie più brevi (crescono maggiormente le richieste di mutuo con durata tra i 20 e i 25 anni). Queste sono le informazioni raccolte ad ottobre da EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 70 milioni di linee di credito (cioè la gran parte dei finanziamenti erogati al mercato retail).
Secondo l’analisi sembra che il picco negativo della crisi possa considerarsi definitivamente alle spalle, dopo che la domanda di mutui registrata in tutti i mesi del 2009, eccezion fatta per il mese di gennaio, ha continuato a confermare l'inversione di tendenza rispetto ai corrispondenti mesi del 2008.
Analizzando la domanda di mutui ipotecari aggregata, nei primi 10 mesi dell'anno la percentuale di crescita si è attestata a un significativo +5%. Incremento che non raggiunge i valori a doppia cifra registrati nei primi dieci mesi del 2007 (rispetto a quelli del 2006), ma che comunque si mantiene distante dal valore negativo dei primi dieci mesi del 2008, che registrarono complessivamente un calo del -3% rispetto allo stesso periodo del 2007.
Mutuo Variabile: Bankitalia chiede chiarezza
Anche bankitalia suggerisce una linea di condotta, perchè è essenziale che gli intermediari forniscano alla clientela una corretta e sostanziale precontrattuale sui rischi connessi alla stipula di contratti il cui onere finanziario puo’ lievitare significativamente in presenza di aumenti dei tassi di interesse.
Per i mutui a tasso fisso permane un divario». I numeri: sul variabile l`Italia si colloca attorno al 3% contro il 2,5% circa del resto di Eurolandia, mentre per i mutui a tasso fisso il nostro Paese viaggia tra il 4,5 e il 5% contro una media inferiore al 4% nell`Eurozona.
Notizie finanziarie: Euribor, 3 mesi ancora su minimo storico.
Notizie finanziarie: il Ministro Tremonti interviene in assolombarda
Ripresa graduale per l'economia europea in autunno
Dopo aver attraversato la crisi più profonda e lunga della sua storia, l’economia dell’UE è giunta a una svolta: gli ultimi mesi hanno infatti segnato un miglioramento della situazione economica e finanziaria, secondo le consuete previsioni economiche d’autunno della Commissione Europea.
L’esecutivo europeo ritiene che l’UE uscirà dalla crisi nella seconda metà di quest’anno, sebbene il PIL dovrebbe subire un calo di circa il 4% nel complesso per il 2009. Si attende una ripresa graduale e le previsioni del PIL sono in crescita: tre quarti di punto percentuale nel 2010 e +1,5% circa nel 2011. «La ripresa delle attività a breve termine è dovuta ai miglioramenti del contesto esterno e delle condizioni finanziarie, nonché alle significative misure di politica monetaria e di bilancio messe in atto» spiega la Commissione.
Le prospettive restano tuttavia incerte e soggette a rischi non trascurabili, ma nel complesso sembrano compensarsi secondo la Commissione: «Se le misure politiche si dimostrassero più efficaci del previsto nel risanare il settore finanziario e migliorare la fiducia, o se la domanda mondiale aumentasse ben oltre le stime, la ripresa potrebbe essere sorprendentemente più vigorosa. D’altro lato, le difficoltà del mercato del lavoro e gli ostacoli agli investimenti potrebbero avere conseguenze più pesanti del previsto. Inoltre, se non risanerà i suoi bilanci, il settore bancario potrebbe non essere in grado di fornire sostegno sufficiente alla ripresa. Anche i rischi che gravano sulle prospettive d’inflazione sembrano nel complesso compensarsi».
Le condizioni del mercato del lavoro, soprattutto, rimangono difficili: quest’anno l’occupazione diminuirà di quasi il 2,2% e nel 2010 scenderà ancora di circa l’1,2%, stabilizzandosi poi progressivamente verso la fine del 2010 e nel 2011.
Anche il disavanzo pubblico dovrebbe aumentare: quest’anno triplicherà nell’UE (raggiungendo quasi il 7% del PIL rispetto al 2,2% del 2008) e nel 2010 continuerà a salire fino a raggiungere il 7,5% circa. «Questo deterioramento deriva in parte dal funzionamento degli stabilizzatori automatici e dalle misure discrezionali adottate a sostegno dell’economia ma rispecchia anche un calo delle entrate più forte del previsto a seguito del rallentamento economico» osserva la Commissione, secondo cui il disavanzo scenderà leggermente al di sotto del 7% del PIL nel 2011, con la ripresa dell’attività e la conclusione delle misure temporanee, tuttavia il rapporto debito/PIL continuerà ad avere un andamento crescente.
Sardegna in controtendenza: calano i mutui.
Nel secondo trimestre 2009 il mercato dei mutui per l'acquisto di abitazioni ha fatto registrare in Sardegna un calo del 4% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. E' quanto emerge dai dati dell'ufficio studi di Tecnocasa in base ai quali, nel periodo preso in esame, nell'isola sono stati erogati 231 milioni di euro pari all'1,8% dei volumi in campo nazionale per cui la Sardegna si colloca al tredicesimo posto in Italia.
A livello provinciale si registra una diminuzione generalizzata ad eccezione di Nuoro (+13%). In calo l'erogazione dei mutui a Oristano (-20%), Sassari (-9%) e anche in provincia di Cagliari (-1%), prima tra le province sarde al 28ˆ posto per volumi erogati in Italia con 12 milioni di euro (0,9% dei volumi nazionali). Nei volumi totali della regione sono riportati per la prima volta le erogazioni di tre nuove province: Carbonia-Iglesias con 675.000 euro, Medio Campidano con 135.000 euro e Olbia-Tempio con 90.000 euro.
Codacons: a Gennaio moratoria mutui per famiglie in difficoltà.
Il Codacons fa presente che se oggi l’Abi può presentare il progetto come se fosse una iniziativa autonoma delle banche è solo perchè il Governo sembra disinteressato alle famiglie italiane in difficoltà si rifiuta di applicare quanto già previsto dall’ultima finanziaria del Governo Prodi (Legge 24 dicembre 2007, n. 244), secondo la quale il cittadino in difficoltà poteva sospendere il pagamento del mutuo acceso per l’acquisto della prima casa sino a diciotto mesi.
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