Mutui: tassi ancora bassi a lungo !!!!
Non si arresta la corsa a ribasso dei tassi sui mutui, scesi sotto la soglia del 3% (non accadeva dal 1995). l'indice euribor a 3 mesi - al quale si agganciano la maggior parte dei mutui casa - è stato fissato allo 0,716% e i tempi di risalita potrebbero prolungarsi rispetto a quanto ci si attendeva poco tempo fa.
I mercati stanno rivedendo a ribasso le stime sull'euribor per i prossimi 2 anni in virtù della elevata incertezza del quadro economico internazionale.
Dovrebbero dormire ancora sonni tranquilli quindi quei risparmiatori che hanno acceso un mutuo a tasso variabile: l'euribor 3 mesi che solo venerdì scorso era atteso all'1,20% entro giugno 2010, si è ridotto all'1,10%. sempre a ribasso le previsioni per i prossimi 2 anni: gli esperti, che avevano fissato il tasso all'1,89% a dicembre 2010, hanno abbassato la stima all'1,73%. tra 2 anni - a dicembre 2011 - euribor fissato a 2,58% al posto del 2,72% precedentemente previsto. per quanto concerne l'irs, il saggio di riferimento dei mutui a tasso fisso, la prospettiva di uno scenario di inflazione non preoccupante dovrebbe limitare importanti movimenti al rialzo dei tassi a medio lungo termine. l'irs 20 anni per esempio, oggi al 3,93% tra un anno è atteso dal mercato al 4,05%
fonte: idealista.it
Dubai fa tremare l’ europa
A Dubai c’è stato un vero terremoto. Finanziario, questa volta. La richiesta del fondo governativo Dubai World di sospendere per i prossimi sei mesi il pagamento del debito da 59 miliardi di dollari con le banche, ha scosso tutte le piazze finanziarie internazionali che in un solo giorno (il 26 novembre) hanno bruciato 152 miliardi di euro. Il fondo Dubai world, tanto per capirsi, sta costruendo vere e proprie città nella città come Jumeirah village, Jumeira Island, Park e Heights e sta completando anche la realizzazione della Palm Jumeirah che sorge davanti alla Marina. In più Dubai World si occupa anche del completamento dell’aeroporto emiratino.
La crisi, scoppiata in parte anche perché è venuta meno la promessa di copertura finanziaria da parte non solo dell’emirato ma anche della vicina Abu Dhabi, riguarda prevalentemente i debiti contratti per i numerosi e costosi progetti immobiliari che lo sceicco di Dubai, Ahmed bin Saeed al-Maktoum, ha messo in cantiere negli ultimi cinque anni e che, complice anche la crisi internazionale, sono rimasti senza credito e, soprattutto, senza acquirenti.
Quello che resta da capire è soprattutto che tipo di impatto avrà sul mercato italiano questa crisi. Se ne avrà uno. L’Italia in realtà non è uno dei paesi principali investitori nell’emirato arabo anche se nel settore immobiliare più di una società aveva cercato un approdo a Dubai. Tra questi Gabetti, Professione casa, ma anche Volpes e Multiplata. Servirà tempo e pazienza perché la situazione si riprenda. Forse più dei sei mesi richiesti per la moratoria dei debiti.
Aumentano le richieste di mutui.
Si mantiene alta la domanda dei mutui ipotecari, che nel mese di ottobre fa segnare nuovamente un +8% rispetto allo stesso mese del 2008 (dato ponderato a parità di giorni lavorativi). Al contempo continua il trend di leggero spostamento delle domande verso fasce di importo più basse (al di sotto dei 75.000 euro) e durate medie più brevi (crescono maggiormente le richieste di mutuo con durata tra i 20 e i 25 anni). Queste sono le informazioni raccolte ad ottobre da EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 70 milioni di linee di credito (cioè la gran parte dei finanziamenti erogati al mercato retail).
Secondo l’analisi sembra che il picco negativo della crisi possa considerarsi definitivamente alle spalle, dopo che la domanda di mutui registrata in tutti i mesi del 2009, eccezion fatta per il mese di gennaio, ha continuato a confermare l'inversione di tendenza rispetto ai corrispondenti mesi del 2008.
Analizzando la domanda di mutui ipotecari aggregata, nei primi 10 mesi dell'anno la percentuale di crescita si è attestata a un significativo +5%. Incremento che non raggiunge i valori a doppia cifra registrati nei primi dieci mesi del 2007 (rispetto a quelli del 2006), ma che comunque si mantiene distante dal valore negativo dei primi dieci mesi del 2008, che registrarono complessivamente un calo del -3% rispetto allo stesso periodo del 2007.
Moratoria mutui L’Abi pensa a un tetto di 120mila euro
Restano tuttavia alcuni punti sui quali manca l’accordo tra l’Abi e i consumatori: dal tetto massimo del valore del mutuo ai requisiti per godere della moratoria. Quest’ultima sospenderà per 12 mesi le rate dei mutui delle famiglie colpite da licenziamenti o cassa integrazione. La piattaforma prevede che la sospensione si applichi ai mutui «erogati a persone fisiche» fino a un valore massimo di 120mila euro (inizialmente il tetto era 100mila euro), relativi all’abitazione principale. Sono compresi mutui sottoscritti per costruire o ristrutturare la casa. Il documento sottoposto alle associazioni prevede però che la moratoria non valga per i mutui per i quali si siano registrati ritardi di pagamento di almeno 90 giorni.
Nasce il Neomutuo Carige
Il «NeoMutuo», la novità lanciata da Carige nello scenario dei tassi di interesse, è stato affrontato con notevoli consensi da parte degli esperti. Il direttore generale di Carige, Alfredo Sanguinetto, fa una prima confortevole dichiarazione: «Circa la metà dei nuovi mutui, partiti in questo settembre e accesi nelle nostre filiali, è stata stipulata con questo prodotto».
Dottor Sanguinetto, Carige appare molto aggressiva in questi ultimi tempi. Prima con «ContoConto» ora con «NeoMutuo». Perché questa linea di azione?
«Non siamo diventati aggressivi. La nostra impostazione rimarrà sempre quella di una banca tranquilla, con una impostazione tradizionale e una moderata esposizione al rischio, che si rivolge soprattutto alle famiglie e alle piccole e medie imprese. Diciamo che recentemente siamo diventati un pochino più aggressivi del solito. Perché vogliamo offrire ai nostri clienti prodotti competitivi. E perché ce lo possiamo permettere. Perché, pur in un momento difficile, come banca ci sentiamo molto tranquilli dal punto di vista del patrimonio e del conto economico. Per questo motivo, vorrei aprire una parentesi sulla genesi del prodotto NeoMutuo».
Dottor Sanguinetto, molti esperti si sono chiesti perché un «NeoMutuo» e non un mutuo con il cap, cioè con un tetto difronte ad un eventuale rialzo dei tassi?
«Anche noi offriamo ai clienti che lo desiderano una formula di mutuo con il cap. Preferiamo però spingere e consigliare NeoMutuo, perché il mutuo con il cap espone comunque le famiglie al rischio di una variazione significativa delle rate mensili da pagare. Le offerte di mutui con cap prevedono tutte le garanzie di un tetto tra il 2 e il 2,5%, cosa che corrisponde a un sostanziale raddoppio dei tassi attuali, e quindi a un incremento significativo dell’esborso mensile, che i contraenti tendono a quantificare, come è naturale, sulla base del tasso in vigore al momento della stipula, e non del tasso prospettico».
Un ultima domanda: chi sono i contraenti di questo Mutuo? Si può delineare un identikit?
«Il prodotto non è stato pensato per coprire le esigenze di un target preferenziale, ma per tutti i clienti della banca. Ciò detto, faccio due osservazioni. La prima è che il NeoMutuo è particolarmente adatto ai giovani, che normalmente stipulano contratti con un orizzonte temporale lungo. In questo modo si tutelano rispetto all’incremento dei tassi e rischiano, tuttalpiù, di pagare qualche rata aggiuntiva fra 15 o 20 anni, quando non se ne accorgeranno nemmeno. La seconda è che in questi due mesi, la gran parte dei sottoscrittori di NeoMutuo è stata costituita da nuovi clienti di Banca Carige. Già di per sé il mutuo è il tipico prodotto che si vende a nuovi clienti. Chi compra casa in genere è una famiglia che tipicamente ha uno, massimo due rapporti bancari. Normalmente, quando deve fare un passo così importante si guarda intorno alla ricerca delle proposte convenienti. NeoMutuo è fra queste, ma è anche molto di più, è una proposta unica sul mercato italiano, dove praticamente non ha concorrenti. Normale, quindi, che induca le persone e le famiglie a diventare clienti di Banca Carige».
Mutuo Variabile: Bankitalia chiede chiarezza
Anche bankitalia suggerisce una linea di condotta, perchè è essenziale che gli intermediari forniscano alla clientela una corretta e sostanziale precontrattuale sui rischi connessi alla stipula di contratti il cui onere finanziario puo’ lievitare significativamente in presenza di aumenti dei tassi di interesse.
Per i mutui a tasso fisso permane un divario». I numeri: sul variabile l`Italia si colloca attorno al 3% contro il 2,5% circa del resto di Eurolandia, mentre per i mutui a tasso fisso il nostro Paese viaggia tra il 4,5 e il 5% contro una media inferiore al 4% nell`Eurozona.
Notizie Finanziarie: Verificare i tassi dei mutui e prestiti.
Notizie finanziarie: il Ministro Tremonti interviene in assolombarda
Notizie Finanziarie: la Fed lascia invariati i tassi d'interesse
La Federal Reserve ha deciso ieri di mantenere ancora fermi i tassi d'interesse, senza peraltro sorprendere il mercato. I Fed Funds restano così nel range tra lo 0 e lo 0,25%.
La Banca Centrale ha fatto sapere che manterrà i tassi di interesse "eccezionalmente bassi" per un esteso periodo di tempo, sottolineando che l'economia, con ogni probabilità, resterà "debole per un po' di tempo".
Tuttavia, ha detto inoltre la Fed, l'attività economica ha continuato a riprendersi e i mercati finanziari sono sostanzialmente invariati da settembre.
L'istituto ha poi indicato un mercato del lavoro ancora sotto pressione e la debolezza della spesa dei consumatori causata in parte dalla perdita di posti di lavoro.
Perplessità sulla moratoria per i mutui.
La famiglie in difficoltà potranno godere della sospensione del mutuo per un periodo massimo di 12 mesi, secondo un comunicato lanciato dall’Abi.
Si spera che entro fine novembre il piano definitivo venga approvato e le misure proposte divengano a tutti gli effetti operativa. Un vincolo che però già appare difficile da superare è relativo alla “volontarietà” del provvedimento. Alle banche, infatti, è data la possibilità di aderire o meno all’accordo. Vi è quindi la legittima paura che le banche di fatto non applichino tale provvedimento, relegandolo a rimanere una semplice buona proposta, della quale gli utenti finali mai riusciranno a trarre i benefici previsti.
In realtà, infatti, una soluzione volta a sostenere le famiglie già esisteva e non teneva conto dell’arbitrarietà delle banche. Il 24 dicembre 2007, con la legge 224 si era previsto, infatti, il ricorso ad un vero e proprio fondo di solidarietà dei mutui, che consente la sospensione del pagamento del mutuo per un massimo di 2 volte e per un arco temporale che non superi i 18 mesi. Il regolamento che avrebbe dovuto far seguito alla legge, in realtà non fu mai emesso.
In ripresa la richiesta di mutui USA
Segnali di ripresa per il settore immobiliare, almeno con riferimento alle richieste di mutui che sono tornate a crescere dopo il calo delle ultime rilevazioni. Sulla base di dati forniti dalla Mortgage Banker’s Association si è appreso che nell’ultima ottava l’indice relativo alle richieste di mutui si è attestato a 608,3 punti, con un progresso dell’8,2%.
Ancor più significativa la crescita messa a segno dalle domande di rifinanziamento che sono salite del 14,5%, mentre le richieste per l’effettivo acquisto di un immobile si sono mosse in controtendenza con un calo dell’1,8%.
Sardegna in controtendenza: calano i mutui.
Nel secondo trimestre 2009 il mercato dei mutui per l'acquisto di abitazioni ha fatto registrare in Sardegna un calo del 4% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. E' quanto emerge dai dati dell'ufficio studi di Tecnocasa in base ai quali, nel periodo preso in esame, nell'isola sono stati erogati 231 milioni di euro pari all'1,8% dei volumi in campo nazionale per cui la Sardegna si colloca al tredicesimo posto in Italia.
A livello provinciale si registra una diminuzione generalizzata ad eccezione di Nuoro (+13%). In calo l'erogazione dei mutui a Oristano (-20%), Sassari (-9%) e anche in provincia di Cagliari (-1%), prima tra le province sarde al 28ˆ posto per volumi erogati in Italia con 12 milioni di euro (0,9% dei volumi nazionali). Nei volumi totali della regione sono riportati per la prima volta le erogazioni di tre nuove province: Carbonia-Iglesias con 675.000 euro, Medio Campidano con 135.000 euro e Olbia-Tempio con 90.000 euro.
Rinviare il mutuo costerà caro
Tutto ha un prezzo. La sospensione del mutuo appena annunciata dall'Abi non fa certo eccezione. Quanto costerà esattamente sospendere le rate per 12 mesi non è ancora ben chiaro. Piano famiglie Sotto il grande ombrello del "Piano Famiglie", il provvedimento di sospensione della rata riguarderà prioritariamente i soggetti che si trovino in gravi difficoltà economiche, sebbene sia a discrezione della banca stabilire l'applicazione del provvedimento. A poter dunque beneficiare del provvedimento saranno, lo ricordiamo, tutti coloro che:
L'iniziativa delle banche Nonostante ci siano ancora più ombre che luci sul provvedimento, per il quale si attendono dettagli operativi e tecnici per fine novembre, alcuni istituti di credito avrebbero già preso l'iniziativa. E' il caso del Gruppo Montepaschi (Banca Mps, Banca Antonveneta e Biverbanca), che, a partire da febbraio avrebbe già adottato la sospensione del mutuo per 12 mesi per i clienti che abbiano perso il lavoro o siano finiti in cassa integrazione. Dilazione anche per il credito al consumo. La finanziaria Consum.it (sempre Gruppo Mps) ha esteso la dilazione anche sui debiti acquisiti per l'acquisto di auto o mobili. La moratoria in questo caso vale però per un massimo di 6 mesi purchè il cliente sia in piena regola con i pagamenti nei precedenti 12. Sospensione più generosa invece a Vicenza, dove la Banca Popolare avrebbe predisposto una moratoria di 18 mesi per chi versi in particolari difficoltà economiche. Quanto costa la sospensione? Spetterà all'Abi stabilire come avverrà il recupero degli interessi maturati durante la sospensione. Nel caso di Mps gli interessi arretrati sarebbero stati spalmati sull'intero piano di ammortamento. Il cliente avrà dunque la possibilità di chiedere un allungamento del periodo di ammortamento e nello stesso tempo una rata adeguata al suo reddito attuale. Conti in tasca agli italiani Quanto costerà dunque ad una famiglia italiana posticipare il pagamento delle rate? Stando ai calcoli di Progetica se si considerasse un mutuo ventennale di 100.000 euro a tasso fisso stipulato nell'ottobre 2004 gli interessi maturati risulterebbero pari a 5.117 euro, mentre per un finanziamento a tasso variabile l'onere risulterebbe di 1.867 euro. Per lo stesso mutuo di durata decennale i costi risulterebbero rispettivamente di 3.124 e 1.256 euro. fonte: lastampa.it | |
Tregua mutui? Favorite solo le Banche-
“Tregua mutui da 8 miliardi” La cattiva notizia però è che i disoccupati e i cassintegrati con prestiti personali non sono ricompresi, e infatti la cifra stimata di 110 mila famiglie è piuttosto esigua, e inoltre la proposta governativa originaria era di diciotto mesi. Inoltre Luca Fornovo su “la Stampa” a pagina 3, nell’articolo “Così i banchieri si mettono al riparo dalle insolvenze”, evidenzia il lato B della cosa: gli istituti di credito, e il loro presidente Abi Corrado Faissola, non sono statri mossi da considerazioni filantropiche, ma pratiche. E concernenti i bilanci delle proprie casse: se il mutuo è congelato per un anno non finisce al passivo. Il quotidiano torinese che pure apre in prima con “Moratoria sui mutui - Rate sospese per un anno a chi è in difficoltà” è l’unico quotidiano a sottolineare con siffatta veemenza il rovescio della medaglia. Visto che siamo sul quotidiano del Lingotto rimaniamoci per l’altra notizia economica del giorno: “Sorpresa Fiat: il triemstre è in utile”. Sia pure solo di 25 milioni di euro, contro i 460 e fischia della trimestrale corrispondente del 2008. Cala invece il fatturato del 15,9% , e si attesta a quota 12 miliardi di euro, rispetto allo stesso periodo del 2008 come fa rilevare il “Sole” in prima pagina sotto il titolo “Una Fiat a 25 milioni - Fatturato in frenata”. E nella prima pagina del dorso “Finanza e Mercati” si parla nel titolo anche dell’incognita per gli incentivi del 2010 da parte del governo. Già, perché la Fiat produce utili e fatturato soprattutto con “l’aiutino” da parte della collettività. Sulla prima del “Sole” si completa il panorama economico della giornata con “Dollaro a 1,50 euro e petrolio a quota $ 82 - Allarme per l’export” e con , a proposito di credito, la notizia che lo “zar” Usa dei bonus chiede un taglio del 90% dei superstipendi. Possiamo anche prendere un’altra notizia dalle agenzie di ieri che davano conto di una levata di scudi, fiscali, dei commercialisti che chiedono al governo di usare i proventi dello “scudo” famigerato per sostenere le Pmi e i professionisti. Magari abolendo l’Irap voluta da Prodi. “Ci sono chiari segnali di una fuoriuscita dell’Italia dalla fase acuta della crisi - si legge nel loro documento - addirittura più velocemente di altri Paese europei. Ma i mesi che verranno per PMI e professionisti saranno comunque difficili. La finanziaria va rafforzata, con interventi mirati a sostenere questi due pilastri del nostro sistema economico. A cominciare dall’abolizione dell’Irap. Un proposta che noi avanziamo da tempo e che ora, notiamo con piacere, non è più un tabù.” Vedremo se questa vox clamans resterà nel deserto. A proposito di richieste al governo, va segnalata, dal “Foglio”, la notizia della conferenza stampa bipartisan, che si terrà oggi alla sala stampa della Camera dei deputati, con Marco Pannella e il direttore di Radio radicale Massimo Bordin, per sostenere un emendamento alla finanziaria per il rinnovo della convenzione all’emittente pannelliana che svolge un impareggiabile servizio pubblico per cittadini e addetti ai lavori e che non si ferma alle aule paralmentari ma entra anche nelle più importanti aule di tribunale italiane. A proposito delle quali oggi, ed è la notizia politico giudiziaria del giorno che apre ad esempio quotidiani come il “Corriere della sera” che vi dedica le prime nove pagine , va segnalata l’ennesima inchiesta che coinvolge Clemente Mastella e consorte. Quest’ultima è stata “esiliata” dalla Campania con provvedimento cautelare del gip di Napoli. Il titolo del quotidiano di via Solferino in proposito è il seguente: “Napoli, scandalo assunzioni”. Ci sono sessantatre indagati ed emerge un altro “papello”, quello delle raccomandazioni, con una classifica di “raccomandanti”. Tra essi, oltre a Mastella, De Mita e Bassolino, c’è anche l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. La “Repubblica” dedica l’apertura a questa inchiesta con il titolo “Corruzione, terremoto a Napoli”, ma su “libero” Davide Giacalone fa notare che, oramai dal 1992 a oggi, in ogni campagna elettorale il copione di arresti e inchieste eccellenti si ripete a orologeria. “Repubblica” dedica anche un titolo a un’altra inquietante notizia del giorno che viene dal social network “facebook”: “In 12 mila su Facebook: uccidiamo Berlusconi. Alfano: pericolo grave. Indaga la procura”. Ciò che però dal titolo non viene fuori è che in questo caso la procura di Roma per iniziare a indagare ha praticamente atteso l’input dell’attuale ministro di Grazia e Giustizia, che già ieri in mattinata parlava di “inaudita istigazione al reato”. In certi casi l’obbligatorietà dell’azione penale non ha scansioni così scontate, in altre parole. Tornando ai Mastella, il “Riformista” oggi titola con “MalaCampania”, sottolineando, come fa da vari giorni a questa parte, le magagne del partito democratico in loco. Oggi chiudiamo con una notizia che peraltro apre la prima del “Giornale” e che può essere considerata come un “cadeaux” al conduttore del famoso “processo del giovedì”, cioè Michele Santoro: “Santoro si fa la villa col condono”. “Il fustigatore dei costumi - spiega l’occhiello - compra casa da un milione di euro ad Amalfi. Problema: c’è un abuso e la regolarizazione viene negata da 23 anni. Ma per lui la giunta di sinistra fa il miracolo”. Il titolo e l’occhiello dicono tutto: anche Michele tiene famiglia. E forse il piano casa del Cav (che è in Russia per una visita “segreta” a Putin, e un quotidiano come “Europa” addirittura ipotizza scenari da Le Carrè) fa comodo anche a lui.
Cresce anche in Settembre la domanda di mutui.
Inflazione: a Ottobre timida ripresa +0,3%
GLI ITALIANI HANNO TERMINATO ANCHE I RISPARMI MOLTI SONO A RISCHIO MOROSITA’
L’Istat ha diffuso i dati relativi al secondo trimestre 2009 secondo i quali la propensione al risparmio delle famiglie è stata inferiore di 0,4 punti percentuali rispetto al primo trimestre, il reddito lordo disponibile è diminuito dell’1%; il potere di acquisto, reddito disponibile in termini reali (luglio 2008 - giugno 2009), è diminuito dell’1% rispetto al trimestre precedente, dell’1,2% rispetto al corrispondente (luglio 2007-giugno 2008).
Aumentano le difficoltà delle famiglie che hanno ridotto la propensione al risparmio, la spesa e cominciano ad intaccare i risparmi, mentre il governo non ha messo in campo misure di sostegno ai redditi. Sempre di più quelle che si collocano sotto la soglia di povertà e quelle che prima appartenevano a ceti medi e oggi vivono in condizioni di forte difficoltà economica.
L’aumento dei canoni e l’insostenibilità delle spese per un numero sempre crescente di famiglie ha portato negli anni ad un aumento degli sfratti per morosità (oggi l’80% di quelli emessi). Le famiglie coinvolte sono a basso reddito (il 50% percepiscono meno di 15.000,00 euro annui), ma aumentano quelle con redditi medi che nel corso del contratto hanno perso il posto di lavoro (24%) o hanno visto diminuire le proprie entrate, lavoratori in cassa integrazione, pensionati. Negli ultimi 5 anni sono stati emessi 230.000 provvedimenti di sfratto, 175.000 per morosità e sono stati eseguiti 120.000 sfratti, 100.000 per morosità.
Data l’insostenibilità dei canoni e le difficoltà delle famiglie a sostenere le spese per l’abitazione, senza misure di sostegno al reddito delle famiglie in affitto nel triennio 2009/2011 si prevede che altre 150.000 famiglie perderanno la propria abitazione perchè non riusciranno a far fronte al pagamento dell’affitto.
Codacons, bene moratoria mutui, ma sia per 18 mesi e per chiunque in difficoltà
Codacons: a Gennaio moratoria mutui per famiglie in difficoltà.
Il Codacons fa presente che se oggi l’Abi può presentare il progetto come se fosse una iniziativa autonoma delle banche è solo perchè il Governo sembra disinteressato alle famiglie italiane in difficoltà si rifiuta di applicare quanto già previsto dall’ultima finanziaria del Governo Prodi (Legge 24 dicembre 2007, n. 244), secondo la quale il cittadino in difficoltà poteva sospendere il pagamento del mutuo acceso per l’acquisto della prima casa sino a diciotto mesi.
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