Generali spezza il mattone
In particolare, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, di recente e' stata approvata la scissione parziale di Generali Properties, guidata dall'a.d. Giancarlo Scotti, a favore di Iniziative Sviluppo Immobiliare, societa' controllata al 100% da Alleanza Toro (che a sua volta fa capo al gruppo triestino). L'operazione prevede "l'assegnazione del compendio aziendale", come si legge nelle carte ufficiali di Generali Properties (a sua volta partecipata al 75% dalle Generali e per il restante 25% da Alleanza Toro), che ha un valore patrimoniale complessivo di oltre 736 milioni. Nel dettaglio, oggetto del trasferimento infragruppo sono 878 quote del fondo immobiliare chiuso Cimarosa che hanno un valore contabile di 227,9 milioni, 201 quote del fondo Scarlatti (56,6 milioni), 10 immobili di proprieta' sparsi fra Trieste, Firenze, Bari, Venezia e Gorizia (iscritti a bilancio per 115 milioni) e le partecipazioni totalitarie detenute nelle societa' immobiliari Prumus (256,3 milioni), Assitimm (44,7 milioni) e Heracles (22,2 milioni). Infine sara' conferito il 49% detenuto in Valore Immobiliare srl (12,8 milioni), una joint venture con il gruppo Ligresti (Milano Ass. e Immobiliare Costruzioni). red/vz
Fonte: milano finanza
Il ruolo e il contributo dei fondi immobiliari nel rilancio del mercato
Limitando l’analisi sui fondi immobiliari italiani al 30 giugno 2009 occorre evidenziare quanto segue:
Nascerà il fondo salva imprese?
Mentre ad Arcore, con la fattiva mediazione di Umberto Bossi, Silvio Berlusconi ha messo a punto il compromesso che ha chiuso ieri sera il conflitto interno aperto con Giulio Tremonti, si sono fatti piu' chiari i contenuti del piano sottoposto due giorni fa dal ministro dell'Economia ai vertici di Unicredit e Intesa Sanpaolo.
All'incontro del disgelo, si legge in un articolo di MF, non hanno partecipato solo il ministro, Corrado Passera, Alessandro Profumo, Giuseppe Guzzetti e Fabrizio Palenzona come si era saputo in un primo tempo.
Sul tavolo c'era, infatti, un altro coperto riservato al d.g. del Tesoro, Vittorio Grilli, ed e' proprio quest'ultimo che adesso terra' i contatti per realizzare il progetto.
L'idea, secondo quanto ha appreso MF-Milano Finanza, e' di creare una societa' di partecipazioni per sostenere piccole e medie imprese in difficolta' ma con prospettive di mercato sostenibili.L'intervento del nuovo fondo, nelle intenzioni di Tremonti, potrebbe avvenire lungo due direzioni: o trasformando i crediti in equity o con una partecipazione diretta al capitale. Naturalmente anche l'imprenditore dovrebbe fare la sua parte, impegnandosi di piu' nel capitale dell'azienda. Il fondo di salvataggio partirebbe con una dotazione iniziale tra 1 e 2 miliardi, ma l'obiettivo del Tesoro sarebbe quello di arrivare fino a 3 miliardi e oltre. Al capitale della societa' parteciperanno non solo Intesa e Unicredit, ma anche cinque o sei fra le principali banche (tra cui sicuramente Ubi B. e B.P.Milano, considerati tra gli istituti piu' vicini a Tremonti)
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