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giovedì 14 gennaio 2010

Decreto mille proroghe

Proroga dei termini per la pubblicazione inGazzetta Ufficiale degli Studi di Settore per gli anni 2009 e 2010, estensione temporale dello “scudo fiscale“ sino al 30 aprile 2010, con modifica delle aliquote dell’ imposta “straordinaria“ e sostituzione delle agevolazioni fiscali applicabili nelle zone franche urbane con un contributo di natura finanziaria

Queste le principali misure fiscali contenute nel decreto legge 30 dicembre 2009, n.194, recante “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative” (cd decreto mille proroghe), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.302 del 30 dicembre 2009 ed in vigore dalla stessa data.

1. Proroga dei termini per la pubblicazione in G.U. degli Studi di Settore - art.1, c. 4
2. Proroga dello scudo fiscale - art.1, c.1 - 3
3. Modifica delle agevolazioni per le zone franche urbane - art.9, c.4
4. Disposizioni in favore dell’ Abruzzo - art.1, c.10-11

1. Proroga dei termini per la pubblicazione in G.U. degli Studi di Settore - art.1, c. 4

Al fine di tener conto della crisi economica e dei mercati, l’ art.1, comma 4, del D.L. 194 / 2009, stabilisce la proroga dei termini della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale degli Studi di Settore per gli anni 2009 e 2010.

In particolare, viene previsto che:
- per l’ anno 2009, gli Studi di Settore dovranno essere pubblicati in G.U. entro il 31 marzo 2010;
- per l’ anno 2010, la pubblicazione in G.U. dovrà avvenire entro il 31 marzo 2011.
Tale disposizione riguarda anche lo Studio di Settore per l’ edilizia, oggetto di revisione ordinaria con decorrenza dal periodo d’ imposta 2009, e costituisce la necessaria conferma normativa delle conclusioni cui era giunta la Commissione degli Esperti (della quale fa parte anche l’ ANCE) che, con Delibera del 16 settembre 2009, si era espressa sull’ opportunità di un rinvio dell’ approvazione del nuovo Studio, anche alla luce del fatto che si tratta del primo Studio di Settore elaborato su base regionale.

2. Proroga dello scudo fiscale - art.1, c.1 - 3

L’ art.1, commi 1 - 3, dispone la proroga al 30 aprile 2010 del termine per effettuare il rimpatrio o laregolarizzazione di attività finanziarie e patrimoniali detenute all’ estero (cd scudo fiscale), introdotto dall’ art.13 - bis del D.L. 1° luglio 2009, n.78 (convertito, con modifiche, nella legge 102 / 2009) e la cui scadenza era stata fissata al 15 dicembre 2009.

Contestualmente alla proroga, vengono inoltre introdotte due diverse aliquote dell’ imposta straordinaria (originariamente fissata in misura pari al 5% del valore complessivo dei capitali rimpatriati o regolarizzati), applicabili a seconda del periodo di effettuazione della sanatoria.

In particolare, l’ aliquota dell’ imposta è pari al:
- 6%, per le operazioni che saranno perfezionate successivamente al 15 dicembre 2009 ed entro il 28 febbraio 2010;
- 7% per quelle portate a compimento dal 1° marzo al 30 aprile 2010.

Resta fermo che, per essere oggetto di regolarizzazione o di rimpatrio, le attività devono essere detenute, entro la data del 31 dicembre 2008, in Stati dell’ Unione Europea, o Stati non appartenenti all’ Unione Europea o in Stati aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali in via amministrativa.

Inoltre, il medesimo art.1 del provvedimento prevede, al comma 3, il raddoppio dei termini a disposizione dell’ Amministrazione Finanziaria per effettuare gli accertamenti, sia ai fini delle imposte dirette che dell’ IVA, basati sulla presunzione che gli investimenti e le attività detenute illecitamente all’ estero siano costituiti mediante redditi sottratti a tassazione in Italia (di cui all’ art.12, comma 2, del citato D.L. 78/2009, convertito con modifiche nella legge 102 / 2009).

Pertanto, la notifica di tali accertamenti potrà avvenire sino all’ ottavo anno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata presentata o, in caso di dichiarazione omessa, fino al decimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione doveva essere presentata.

3. Modifica delle agevolazioni per le zone franche urbane - art.9, c.4

L’ art.9, comma 4, del provvedimento prevede l’ eliminazione del regime fiscale agevolato (esenzione dalle imposte sui redditi, dall’ IRAP e dall’ ICI), che veniva riconosciuto alle piccole e microimprese situate nelle zone franche urbane dall’ art.1, commi 340 - 341 quater, della legge 296 / 2006.

In particolare, le agevolazioni originariamente previste sono sostituite da un contributo parametrato all’ ICI dovuta da tali soggetti per gli immobili situati nelle zone franche urbane e utilizzati nell’ esercizio d’ impresa, ed all’ ammontare dei contributi previdenziali dagli stessi dovuti sulle retribuzioni dei propri lavoratori dipendenti.

4. Disposizioni in favore dell’ Abruzzo - art.1, c.10 - 11

L’ art.1, commi 10 - 11, prevede l’ adozione di specifici provvedimenti diretti a prorogare il periodo di sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari e contributivi, originariamente fissato sino al 30 novembre 2009, per i soggetti (persone fisiche e non) residenti o aventi domicilio fiscale o sede operativa nei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.

In attuazione di tale disposizione è stata emanata l’ Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3837 del 30 dicembre 2009, con la quale, per i predetti soggetti, è stato prorogato sino al30 giugno 2010 il periodo di sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari e contributivi.

La medesima Ordinanza stabilisce, inoltre, che non si fa luogo al rimborso di quanto già versato e che, con successivo provvedimento, saranno stabilite le modalità di effettuazione degli adempimenti e dei versamenti sospesi.

mercoledì 30 dicembre 2009

Moody’s: la classifica ” dell’altra miseria”


Siamo abituati a sentire la famosa agenzia americana Moody’s che stila ogni anno la classifica della ricchezza delle Nazioni in base al loro Pil
Quello che non sentivamo così spesso è  l'indice della miseria.
O meglio quest'anno per la prima volta l'hanno chiamato l'indice dell'«altra miseria».
Cosìè: non è nient’altro che la sommatoria di due sotto-indicatori che sono il deficit fiscale e il tasso di disoccupazione attesi per il 2010.
Al primo posto troviamo: la Spagna che raggiunge una cifra del 20% di disoccupazione e dove la crisi immobiliare è stata la peggiore del pianeta.
A seguire ci sono la Lettonia e la Lituania, anche loro falciate dalla crisi internazionale, per poi passara a Irlanda e Grecia dove i conti pubblici sono allo sfascio.

Scudo fiscale: gettito record.

 

Con lo scudo fiscale sono rientrati 95 miliardi, oltre 6 punti di prodotto interno lordo. Il gettito per l'Erario è di 4,75 miliardi, uno in più di quello utilizzato per coprire alcune voci previste in Finanziaria. Ci sarebbero quindi le condizioni per il decreto sugli incentivi e per abbassare le imposte. Il viceministro dell’Economia Giuseppe Vegas annuncia che il 2010 sarà l’anno della riforma fiscale e del taglio alle tasse «ma la spesa pubblica va ridotta».

Dal ministero è venuta una nota molto chiara su questo punto: «Il tempo dei paradisi fiscali è finito per sempre. Portare o tenere i soldi nei paradisi fiscali non conviene più, nè economicamente nè fiscalmente. Il rendimento è minimo, il rischio è massimo». Per quanto riguarda la riapertura dei termini, l'aliquota dell'imposta sostitutiva è stata portata dal 5% al 6% per chi rimpatrierà i capitali entro fine febbraio e al 7% per chi lo farà entro fine aprile. Quanto al gettito previsto secondo fonti bancarie potrebbe essere di ulteriori 30 miliardi. È stato fatto anche un bilancio dei rientri effettuati dai big del credito. Si tratterebbe di oltre 23 miliardi ottenuti sommando i risultati realizzati da Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Bnl, Banco Popolare e Ubibanca.

Per Intesa Sanpaolo il dato è relativo alla dichiarazione fatta da Corrado Passera in prossimità della prima scadenza (15 dicembre). Non cambia la cifra neanche Unicredit che ha indicato in 4,5 miliardi i capitali rientrati dei quali la stragrande maggioranza (circa 90%) è rappresentata da rimpatri fisici. Ai due big si aggiungono gli oltre 2 miliardi del Monte dei Paschi che sottolinea come abbia assistito la clientela, in buona parte nuova, senza la capillare presenza all'estero che caratterizza i principali concorrenti. Altri 2 miliardi di rimpatri sono stati realizzati dalla Bnl. A fronte di questi risultati diventa più probabile il decreto incentivi per gennaio.

Oltre all'auto (il Gpl e il metano), gli incentivi interesserebbero anche gli elettrodomestici e le cucine ma non quelle di lusso. Queste misure richiederebbero rispettivamente 300 milioni e 150 milioni di euro. Sul tappeto anche incentivi per le macchine utensili (altri 100 milioni). Attualmente sono previste detrazioni fiscali del 20% per l'acquisto di elettrodomestici fino a un massimo di 10 mila euro purchè però rientrino nelle ristrutturazioni.

lunedì 14 dicembre 2009

Mutui: tassi ancora bassi a lungo !!!!

Non si arresta la corsa a ribasso dei tassi sui mutui, scesi sotto la soglia del 3% (non accadeva dal 1995). l'indice euribor a 3 mesi - al quale si agganciano la maggior parte dei mutui casa - è stato fissato allo 0,716% e i tempi di risalita potrebbero prolungarsi rispetto a quanto ci si attendeva poco tempo fa.

I mercati stanno rivedendo a ribasso le stime sull'euribor per i prossimi 2 anni in virtù della elevata incertezza del quadro economico internazionale.

Dovrebbero dormire ancora sonni tranquilli quindi quei risparmiatori che hanno acceso un mutuo a tasso variabile: l'euribor 3 mesi che solo venerdì scorso era atteso all'1,20% entro giugno 2010, si è ridotto all'1,10%. sempre a ribasso le previsioni per i prossimi 2 anni: gli esperti, che avevano fissato il tasso all'1,89% a dicembre 2010, hanno abbassato la stima all'1,73%. tra 2 anni - a dicembre 2011 - euribor fissato a 2,58% al posto del 2,72% precedentemente previsto. per quanto concerne l'irs, il saggio di riferimento dei mutui a tasso fisso, la prospettiva di uno scenario di inflazione non preoccupante dovrebbe limitare importanti movimenti al rialzo dei tassi a medio lungo termine. l'irs 20 anni per esempio, oggi al 3,93% tra un anno è atteso dal mercato al 4,05%

 

fonte: idealista.it

lunedì 30 novembre 2009

Banca d’Italia: presentata una guida per i mutui.

 

Dopo le ultime vicende finanziarie e la crisi che non ci lascia respirare, la Banca d’Italia a deciso di fornire una guida pratica e fatta di semplici parole per tutti i cittadini che decidono di chiedere un prestito, ma ancora di piu’ per tutti coloro che decidono di chiedere un mutuo.

I cittadini devono muoversi tra numerose offerte del mercato e non sanno ancora quale puo’ essere la soluzione migliore tra il tasso variabile, fisso o misto di cui si parla sempre pochissimo ma che viene sottoposto in alcuni casi all’attenzione dei clienti che si rivolgono a istitutivi credito.

Il mutuo è suddiviso in due parti: una con il tasso fisso, una con il tasso variabile. Il doppio tasso è consigliabile a chi preferisce una soluzione intermedia tra il tasso fisso e il tasso variabile, equilibrando vantaggi e svantaggi di ciascuno. In alcuni casi gli enti pubblici possono contribuire al pagamento degli interessi del mutuo.

Le imposte e le agevolazioni fiscali sussistono quando il mutuo è concesso da una banca, il cliente paga un’imposta pari al 2% dell’ammontare complessivo, o allo 0,25% nel caso di acquisto della “prima casa”.

L’imposta è trattenuta direttamente dalla banca, per cui la somma percepita dal cliente è inferiore all’importo concesso. Se il mutuo è concesso da un’impresa non bancaria, per esempio una società finanziaria, le condizioni sono meno favorevoli. Ci possono poi essere altre imposte legate all’iscrizione dell’ipoteca o ad altri adempimenti.
Gli interessi pagati per un mutuo ipotecario per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale sono detraibili dall’Irpef.

Per restituire il denaro si parla anche di piano di ammortamento. È importante, per i mutui che sono o potrebbero rimanere a tasso fisso per tutta la durata del contratto, chiedere all’intermediario di poter esaminare il piano di ammortamento.

Il piano di ammortamento è il progetto di restituzione del debito. Il piano stabilisce la data entro la quale tutto il debito deve essere pagato, la periodicità delle singole rate (mese, trimestre, semestre) e i criteri per determinare l’ammontare di ogni rata. Esistono diversi meccanismi di restituzione del finanziamento.

In Italia, il piano di ammortamento più diffuso è il metodo cosiddetto “francese”: la rata prevede una quota capitale crescente e una quota interessi decrescente. All’inizio si pagano soprattutto interessi; a mano a mano che il capitale viene restituito, l’ammontare degli interessi diminuisce e la quota capitale aumenta. La variazione della composizione della rata in quota capitale e quota interessi può incidere sulle detrazioni fiscali, il cui importo può quindi cambiare di anno in anno.

Tutte le informazioni utili al cittadino sono disponibili sul sito della Banca d’Italia.

sabato 28 novembre 2009

Dubai fa tremare l’ europa

 

A Dubai c’è stato un vero terremoto. Finanziario, questa volta. La richiesta del fondo governativo Dubai World di sospendere per i prossimi sei mesi il pagamento del debito da 59 miliardi di dollari con le banche, ha scosso tutte le piazze finanziarie internazionali che in un solo giorno (il 26 novembre) hanno bruciato 152 miliardi di euro. Il fondo Dubai world, tanto per capirsi, sta costruendo vere e proprie città nella città come Jumeirah village, Jumeira Island, Park e Heights e sta completando anche la realizzazione della Palm Jumeirah che sorge davanti alla Marina. In più Dubai World si occupa anche del completamento dell’aeroporto emiratino.
La crisi, scoppiata in parte anche perché è venuta meno la promessa di copertura finanziaria da parte non solo dell’emirato ma anche della vicina Abu Dhabi, riguarda prevalentemente i debiti contratti per i numerosi e costosi progetti immobiliari che lo sceicco di Dubai, Ahmed bin Saeed al-Maktoum, ha messo in cantiere negli ultimi cinque anni e che, complice anche la crisi internazionale, sono rimasti senza credito e, soprattutto, senza acquirenti.
Quello che resta da capire è soprattutto che tipo di impatto avrà sul mercato italiano questa crisi. Se ne avrà uno. L’Italia in realtà non è uno dei paesi principali investitori nell’emirato arabo anche se nel settore immobiliare più di una società aveva cercato un approdo a Dubai. Tra questi Gabetti, Professione casa, ma anche Volpes e Multiplata. Servirà tempo e pazienza perché la situazione si riprenda. Forse più dei sei mesi richiesti per la moratoria dei debiti.

venerdì 20 novembre 2009

I tassi Bce rimarranno fermi.


I tassi nella zona euro continuano a rimanere fermi. Ma quali sono le prospettive per i prossimi mesi. 
Miguel Fernandez Ordonez, governatore della Banca di Spagna ritiene che un rialzo dei tassi d'interesse da parte della Bce sia fuori dagli schermi radar. Secondo Ordonez, i mercati non si aspettano cambiamenti fino alla seconda metà del 2010.
Posizione pressoché simile anche negli Stati Uniti, dove non è ancora chiaro se la Federal Reserve deciderà di agire sui tassi di interesse per contrastare l'indebitamento finanziario e il rischio di una bolla. A spiegarlo è stato il presidente della Fed di San Francisco, Janet Yellen, nel corso di una conferenza ad Hong Kong.
«Tassi più alti di quelli ritenuti appropriati, in base a condizioni puramente macroeconomiche, potrebbero aiutare a giocare d'anticipo riguardo al rischio potenziale di un aumento dell'indebitamento e di un boom del prezzo degli asset», ha dichiarato Yellen che è membro votante all'interno del Federal Open Market Committee della Fed, l'organismo preposto a prendere decisioni di politica monetaria. 


mercoledì 18 novembre 2009

Frenano ancora i finanziamenti delle banche alle imprese


Frenano ancora i finanziamenti delle banche alle imprese. A settembre 2009, informa il Monthly Outlook dell’Abi, la dinamica dei finanziamenti destinati alle imprese non finanziarie è risultata del -0,2%, contro il +0,9% di agosto2009 e il +10,8% di settembre 2008. A settembre è cresciuta la domanda di finanziamenti nel settore trasporti (+9,1%), nei servizi ai trasporti marittimi ed aerei (+5,5%), negli altri servizi destinabili alla vendita (+4,2%), nei prodotti minerali dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+2,8%), negli alberghi e pubblici esercizi (+2,4%). In calo, invece, i finanziamenti al comparto gomma e plastica (-7,3%), al settore del materiale e forniture elettriche (-6,5%), dei servizi delle comunicazioni (-6,4%). Diverso l’andamento dei finanziamenti alle famiglie, che hanno segnato un +3,6% a settembre, lo stesso valore di agosto 2009, mentre a settembre 2008 era stato del +1,6%. Più marcata la crescita dei finanziamenti per l’acquisto di immobili, pari al +4,6% a settembre 2009, contro il +5% di agosto e il -0,5% di settembre 2008. A ottobre 2009 i prestiti a residenti in Italia al settore privato hanno segnato una crescita tendenziale dello 0,3%, contro il +1,3% di settembre 2009 e il +5,9% di ottobre 2008. A fine ottobre l’ammontare dei prestiti al settore privato del sistema bancario è stato di 1.518 mld di euro, con un flusso netto di nuovi prestiti di 4,2 mld. I prestiti a famiglie e società non finanziarie sono stati pari a 1.333 mld (+0,3% tendenziale, +1,2% a settembre 2009). I prestiti a medio e lungo termine sono cresciuti del 2% tendenziale, mentre quelli a breve sono calati del 3,8%.
venerdì 6 novembre 2009

Notizie Finanziarie: Verificare i tassi dei mutui e prestiti.



Il Centro Tutela Consumatori Utenti sollecita consumatori e aziende a verificare i tassi dei mutui per evitare che abbiano sforato in "usura" e chiede la convocazione urgente dell'Osservatorio sul Credito presso il Commissariato del Governo. Da qualche tempo, afferma, l'associazione si trova davanti a segnalazioni di consumatori che sospettano che il tasso del proprio mutuo non sia legale. "Alcuni di essi, avendo fatto due conti in tasca, sono arrivati addirittura a stabilire che una parte degli interessi pagati alla banca in questi anni non erano dovuti - afferma il CTCU - in quanto oltre le soglie di usura stabilite trimestralmente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e hanno ottenuto già cospicui risarcimenti".
Così, consiglia l'associazione, "se siete fra quelli che hanno stipulato con la banca un mutuo ipotecario a tasso variabile (in particolare un mutuo con un tasso in cui le variazioni dello stesso vengono decise unilateralmente dalla banca), allora è il momento di farsi avanti e verificare molto bene se i tassi che vi sono stati applicati abbiano "sforato" in usura". "Il sospetto è che la questione coinvolga numerosi utenti bancari e non si tratti solo di pochi casi isolati - spiega Walther Andreaus, direttore del CTCU - Del resto ci risulta che negli anni passati, anche quelli più recenti, siano stati stipulati numerosi contratti di mutuo ipotecario a tasso variabile, sia indicizzati che non. Resta ora da verificare se la banca abbia in tutti i casi rispettato i tassi di usura previsti dalla legge oppure no".
mercoledì 4 novembre 2009

Perplessità sulla moratoria per i mutui.




La famiglie in difficoltà potranno godere della sospensione del mutuo per un periodo massimo di 12 mesi, secondo un comunicato lanciato dall’Abi.
Si spera che entro fine novembre il piano definitivo venga approvato e le misure proposte divengano a tutti gli effetti operativa. Un vincolo che però già appare difficile da superare è relativo alla “volontarietà” del provvedimento. Alle banche, infatti, è data la possibilità di aderire o meno all’accordo. Vi è quindi la legittima paura che le banche di fatto non applichino tale provvedimento, relegandolo a rimanere una semplice buona proposta, della quale gli utenti finali mai riusciranno a trarre i benefici previsti.
In realtà, infatti, una soluzione volta a sostenere le famiglie già esisteva e non teneva conto dell’arbitrarietà delle banche. Il 24 dicembre 2007, con la legge 224 si era previsto, infatti, il ricorso ad un vero e proprio fondo di solidarietà dei mutui, che consente la sospensione del pagamento del mutuo per un massimo di 2 volte e per un arco temporale che non superi i 18 mesi. Il regolamento che avrebbe dovuto far seguito alla legge, in realtà non fu mai emesso.



martedì 3 novembre 2009

Sardegna in controtendenza: calano i mutui.




Nel secondo trimestre 2009 il mercato dei mutui per l'acquisto di abitazioni ha fatto registrare in Sardegna un calo del 4% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. E' quanto emerge dai dati dell'ufficio studi di Tecnocasa in base ai quali, nel periodo preso in esame, nell'isola sono stati erogati 231 milioni di euro pari all'1,8% dei volumi in campo nazionale per cui la Sardegna si colloca al tredicesimo posto in Italia.
  A livello provinciale si registra una diminuzione generalizzata ad eccezione di Nuoro (+13%). In calo l'erogazione dei mutui a Oristano (-20%), Sassari (-9%) e anche in provincia di Cagliari (-1%), prima tra le province sarde al 28ˆ posto per volumi erogati in Italia con 12 milioni di euro (0,9% dei volumi nazionali). Nei volumi totali della regione sono riportati per la prima volta le erogazioni di tre nuove province: Carbonia-Iglesias con 675.000 euro, Medio Campidano con 135.000 euro e Olbia-Tempio con 90.000 euro.

Rinviare il mutuo costerà caro


Tutto ha un prezzo. La sospensione del mutuo appena annunciata dall'Abi non fa certo eccezione. Quanto costerà esattamente sospendere le rate per 12 mesi non è ancora ben chiaro.
Piano famiglie
Sotto il grande ombrello del "Piano Famiglie", il provvedimento di sospensione della rata riguarderà prioritariamente i soggetti che si trovino in gravi difficoltà economiche, sebbene sia a discrezione della banca stabilire l'applicazione del provvedimento.
A poter dunque beneficiare del provvedimento saranno, lo ricordiamo, tutti coloro che:
  • abbiano perso il posto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o abbiano terminato il contratto di lavoro dipendente a tempo determinato, parasubordinato o assimilato;
  • abbiano cessato l'attività di lavoro autonomo;
  • abbiano perso causa morte uno dei componenti il nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia;
  • abbiano ricevuto misure di sostegno al reddito per la sospensione del lavoro (Cig e Cigs).
L'iniziativa delle banche
Nonostante ci siano ancora più ombre che luci sul provvedimento, per il quale si attendono dettagli operativi e tecnici per fine novembre, alcuni istituti di credito avrebbero già preso l'iniziativa.
E' il caso del Gruppo Montepaschi (Banca Mps, Banca Antonveneta e Biverbanca), che, a partire da febbraio avrebbe già adottato la sospensione del mutuo per 12 mesi per i clienti che abbiano perso il lavoro o siano finiti in cassa integrazione.

Dilazione anche per il credito al consumo. La finanziaria Consum.it (sempre Gruppo Mps) ha esteso la dilazione anche sui debiti acquisiti per l'acquisto di auto o mobili. La moratoria in questo caso vale però per un massimo di 6 mesi  purchè il cliente sia in piena regola con i pagamenti nei precedenti 12.
Sospensione più generosa invece a Vicenza, dove la Banca Popolare avrebbe predisposto una moratoria di 18 mesi per chi versi in particolari difficoltà economiche.
Quanto costa la sospensione?
Spetterà all'Abi stabilire come avverrà il recupero degli interessi maturati durante la sospensione.
Nel caso di Mps gli interessi arretrati sarebbero stati spalmati sull'intero piano di ammortamento.
Il cliente avrà dunque la possibilità di chiedere un allungamento del periodo di ammortamento e nello stesso tempo una rata adeguata al suo reddito attuale.

Conti in tasca agli italiani
Quanto costerà dunque ad una famiglia italiana posticipare il pagamento delle rate? Stando ai calcoli di Progetica se si considerasse un mutuo ventennale di 100.000 euro a tasso fisso stipulato nell'ottobre 2004 gli interessi maturati risulterebbero pari a 5.117 euro, mentre per un finanziamento a tasso variabile l'onere risulterebbe di 1.867 euro. Per lo stesso mutuo di durata decennale i costi risulterebbero rispettivamente di 3.124 e 1.256 euro.
fonte: lastampa.it

Tregua mutui? Favorite solo le Banche-




“Tregua mutui da 8 miliardi”  La cattiva notizia però è che i disoccupati e i cassintegrati con prestiti personali non sono ricompresi, e infatti la cifra stimata di 110 mila famiglie è piuttosto esigua, e inoltre la proposta governativa originaria era di diciotto mesi. Inoltre Luca Fornovo su “la Stampa” a pagina 3, nell’articolo “Così i banchieri si mettono al riparo dalle insolvenze”, evidenzia il lato B della cosa: gli istituti di credito, e il loro presidente Abi Corrado Faissola,  non sono statri mossi da considerazioni filantropiche, ma pratiche. E concernenti i bilanci delle proprie casse: se il mutuo è congelato per un anno non finisce al passivo. Il quotidiano torinese che pure apre in prima con “Moratoria sui mutui - Rate sospese per un anno a chi è in difficoltà” è l’unico quotidiano a sottolineare con siffatta veemenza il rovescio della medaglia. Visto che siamo sul quotidiano del Lingotto rimaniamoci per l’altra notizia economica del giorno: “Sorpresa Fiat: il triemstre è in utile”. Sia pure solo di 25 milioni di euro, contro i 460 e fischia della trimestrale corrispondente del 2008. Cala invece il fatturato del 15,9% , e si attesta a quota 12 miliardi di euro, rispetto allo stesso periodo del 2008 come fa rilevare il “Sole” in prima pagina sotto il titolo “Una Fiat a 25 milioni - Fatturato in frenata”. E nella prima pagina del dorso “Finanza e Mercati” si parla nel titolo anche dell’incognita per gli incentivi del 2010 da parte del governo. Già, perché la Fiat produce utili e fatturato soprattutto con “l’aiutino” da parte della collettività. Sulla prima del “Sole” si completa il panorama economico della giornata con “Dollaro a 1,50 euro e petrolio a quota $ 82 - Allarme per l’export” e con , a proposito di credito, la notizia che lo “zar” Usa dei bonus chiede  un taglio del 90%  dei superstipendi. Possiamo anche prendere un’altra notizia dalle agenzie di ieri che davano conto di una levata di scudi, fiscali, dei commercialisti che chiedono al governo di usare  i proventi dello “scudo” famigerato per sostenere le Pmi e i professionisti. Magari abolendo l’Irap voluta da Prodi. “Ci sono chiari segnali di una fuoriuscita dell’Italia dalla fase acuta della crisi - si legge nel loro documento -  addirittura più velocemente di altri Paese europei. Ma i mesi che verranno per PMI e professionisti saranno comunque difficili. La finanziaria va rafforzata, con interventi mirati a sostenere questi due pilastri del nostro sistema economico. A cominciare dall’abolizione dell’Irap. Un proposta che noi avanziamo da tempo e che ora, notiamo con piacere, non è più un tabù.”  Vedremo se questa vox clamans resterà nel deserto.  A proposito di richieste al governo, va segnalata, dal “Foglio”, la notizia della conferenza stampa bipartisan, che si terrà oggi alla sala stampa della Camera dei deputati, con Marco Pannella e il direttore di Radio radicale Massimo Bordin, per sostenere un emendamento alla finanziaria per il rinnovo della convenzione all’emittente pannelliana che svolge un impareggiabile servizio pubblico per cittadini e  addetti ai lavori e che non si ferma alle aule paralmentari ma entra anche nelle più importanti aule di tribunale italiane. A proposito delle quali oggi, ed è la notizia politico giudiziaria del giorno che apre ad esempio quotidiani come il “Corriere della sera” che vi dedica le prime nove pagine , va segnalata l’ennesima inchiesta che coinvolge Clemente Mastella e  consorte. Quest’ultima è stata “esiliata” dalla Campania con provvedimento cautelare del gip di Napoli. Il titolo del quotidiano di via Solferino in proposito è il seguente: “Napoli, scandalo assunzioni”. Ci sono sessantatre indagati ed emerge un altro “papello”, quello delle raccomandazioni, con una classifica di “raccomandanti”. Tra essi, oltre a Mastella, De Mita e Bassolino, c’è anche l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. La “Repubblica” dedica l’apertura a questa inchiesta con il titolo “Corruzione, terremoto a Napoli”, ma su “libero” Davide Giacalone fa notare che, oramai dal 1992 a oggi, in ogni campagna elettorale il copione di arresti e inchieste eccellenti si ripete a orologeria. “Repubblica” dedica anche un titolo a un’altra inquietante notizia del giorno che viene dal social network “facebook”: “In 12 mila su Facebook: uccidiamo Berlusconi. Alfano: pericolo grave. Indaga la procura”. Ciò che però dal titolo non viene fuori è che in questo caso la procura di Roma per iniziare a indagare ha praticamente atteso l’input dell’attuale ministro di Grazia e Giustizia, che già ieri in mattinata parlava di “inaudita istigazione al reato”. In certi casi l’obbligatorietà dell’azione penale non ha scansioni così scontate, in altre parole. Tornando ai Mastella, il “Riformista” oggi titola con “MalaCampania”, sottolineando, come fa da vari giorni a questa parte, le magagne del partito democratico in loco. Oggi chiudiamo con una notizia che peraltro apre la prima del “Giornale” e che può essere considerata come un “cadeaux” al conduttore del famoso “processo del giovedì”, cioè Michele Santoro: “Santoro si fa la villa col condono”. “Il fustigatore dei costumi - spiega l’occhiello - compra casa da un milione di euro ad Amalfi. Problema: c’è un abuso e la regolarizazione viene negata da 23 anni. Ma per lui la giunta di sinistra fa il miracolo”. Il titolo e l’occhiello dicono tutto: anche Michele tiene famiglia. E forse il piano casa del Cav (che è in Russia per una visita “segreta” a Putin, e un quotidiano come “Europa” addirittura ipotizza scenari da Le Carrè) fa comodo anche a lui.
mercoledì 28 ottobre 2009

Nascerà il fondo salva imprese?

Mentre ad Arcore, con la fattiva mediazione di Umberto Bossi, Silvio Berlusconi ha messo a punto il compromesso che ha chiuso ieri sera il conflitto interno aperto con Giulio Tremonti, si sono fatti piu' chiari i contenuti del piano sottoposto due giorni fa dal ministro dell'Economia ai vertici di Unicredit e Intesa Sanpaolo.

All'incontro del disgelo, si legge in un articolo di MF, non hanno partecipato solo il ministro, Corrado Passera, Alessandro Profumo, Giuseppe Guzzetti e Fabrizio Palenzona come si era saputo in un primo tempo.

Sul tavolo c'era, infatti, un altro coperto riservato al d.g. del Tesoro, Vittorio Grilli, ed e' proprio quest'ultimo che adesso terra' i contatti per realizzare il progetto.

L'idea, secondo quanto ha appreso MF-Milano Finanza, e' di creare una societa' di partecipazioni per sostenere piccole e medie imprese in difficolta' ma con prospettive di mercato sostenibili.L'intervento del nuovo fondo, nelle intenzioni di Tremonti, potrebbe avvenire lungo due direzioni: o trasformando i crediti in equity o con una partecipazione diretta al capitale. Naturalmente anche l'imprenditore dovrebbe fare la sua parte, impegnandosi di piu' nel capitale dell'azienda. Il fondo di salvataggio partirebbe con una dotazione iniziale tra 1 e 2 miliardi, ma l'obiettivo del Tesoro sarebbe quello di arrivare fino a 3 miliardi e oltre. Al capitale della societa' parteciperanno non solo Intesa e Unicredit, ma anche cinque o sei fra le principali banche (tra cui sicuramente Ubi B. e B.P.Milano, considerati tra gli istituti piu' vicini a Tremonti)

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