Rinviare il mutuo costerà caro
Tutto ha un prezzo. La sospensione del mutuo appena annunciata dall'Abi non fa certo eccezione. Quanto costerà esattamente sospendere le rate per 12 mesi non è ancora ben chiaro. Piano famiglie Sotto il grande ombrello del "Piano Famiglie", il provvedimento di sospensione della rata riguarderà prioritariamente i soggetti che si trovino in gravi difficoltà economiche, sebbene sia a discrezione della banca stabilire l'applicazione del provvedimento. A poter dunque beneficiare del provvedimento saranno, lo ricordiamo, tutti coloro che:
L'iniziativa delle banche Nonostante ci siano ancora più ombre che luci sul provvedimento, per il quale si attendono dettagli operativi e tecnici per fine novembre, alcuni istituti di credito avrebbero già preso l'iniziativa. E' il caso del Gruppo Montepaschi (Banca Mps, Banca Antonveneta e Biverbanca), che, a partire da febbraio avrebbe già adottato la sospensione del mutuo per 12 mesi per i clienti che abbiano perso il lavoro o siano finiti in cassa integrazione. Dilazione anche per il credito al consumo. La finanziaria Consum.it (sempre Gruppo Mps) ha esteso la dilazione anche sui debiti acquisiti per l'acquisto di auto o mobili. La moratoria in questo caso vale però per un massimo di 6 mesi purchè il cliente sia in piena regola con i pagamenti nei precedenti 12. Sospensione più generosa invece a Vicenza, dove la Banca Popolare avrebbe predisposto una moratoria di 18 mesi per chi versi in particolari difficoltà economiche. Quanto costa la sospensione? Spetterà all'Abi stabilire come avverrà il recupero degli interessi maturati durante la sospensione. Nel caso di Mps gli interessi arretrati sarebbero stati spalmati sull'intero piano di ammortamento. Il cliente avrà dunque la possibilità di chiedere un allungamento del periodo di ammortamento e nello stesso tempo una rata adeguata al suo reddito attuale. Conti in tasca agli italiani Quanto costerà dunque ad una famiglia italiana posticipare il pagamento delle rate? Stando ai calcoli di Progetica se si considerasse un mutuo ventennale di 100.000 euro a tasso fisso stipulato nell'ottobre 2004 gli interessi maturati risulterebbero pari a 5.117 euro, mentre per un finanziamento a tasso variabile l'onere risulterebbe di 1.867 euro. Per lo stesso mutuo di durata decennale i costi risulterebbero rispettivamente di 3.124 e 1.256 euro. fonte: lastampa.it | |
Dalla capitale iniziativa per i padri separati.
Vita non facile, quella dei padri separati, spesso stretta fra difficoltà economiche e figli visti col contagocce. L’Assessorato alle Politiche Sociali del Campidoglio si è posto il problema e ha pensato ad una prima soluzione concreta: un “alloggio di transito” con mini-appartamenti per papà separati e single, dove passare il tempo con i bambini come in casa. Il progetto è stato presentato dall’assessore Sveva Belviso, con le associazioni volontarie che si occupano del problema e con Tiberio Timperi, testimonial dell’iniziativa.
La “casa” potrà accogliere fino ad un massimo di venti padri, residenti a Roma e in temporanea difficoltà economica. Ognuno potrà restarvi – con facoltà di ospitare i figli – per non più di un anno (ma il limite è superabile in casi di particolare difficoltà, documentati e autorizzati dal Dipartimento Politiche Sociali).
Con un contributo di 200 euro al mese si potrà risiedere in uno dei piccoli appartamenti, dotati di angolo cottura, camera da letto, saloncino con tv, bagno e lavatrice. Il complesso avrà giardini e spazi per il gioco dei bambini. Al suo interno, operatori sociali e psicologi daranno assistenza e supporto dalle 11 alle 19. Di notte, tra le 19 e le 7 del mattino, la casa sarà sorvegliata da vigilantes.
Il bando per trovare gli ambienti in cui realizzare la casa è pubblico dalla fine del mese scorso e scade il 16 novembre. Per la struttura il Comune pagherà oltre 346 mila euro.
Dal loro canto, i padri interessati dovranno inviare le domande ai Municipi di residenza, che poi le gireranno al Dipartimento Politiche Sociali.
L’alloggio di transito, ha sottolineato l’assessore Belviso, nasce come risposta alle reali difficoltà che sorgono quando le coppie con figli si separano: oltre al trauma, “l’improvviso aumento delle spese con impoverimento generale della famiglia”. Una situazione che colpisce maggiormente “i genitori non affidatari, solitamente i papà”; che, oltre a versare l’assegno di mantenimento, devono lasciare la casa.
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