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sabato 28 novembre 2009

Dubai fa tremare l’ europa

 

A Dubai c’è stato un vero terremoto. Finanziario, questa volta. La richiesta del fondo governativo Dubai World di sospendere per i prossimi sei mesi il pagamento del debito da 59 miliardi di dollari con le banche, ha scosso tutte le piazze finanziarie internazionali che in un solo giorno (il 26 novembre) hanno bruciato 152 miliardi di euro. Il fondo Dubai world, tanto per capirsi, sta costruendo vere e proprie città nella città come Jumeirah village, Jumeira Island, Park e Heights e sta completando anche la realizzazione della Palm Jumeirah che sorge davanti alla Marina. In più Dubai World si occupa anche del completamento dell’aeroporto emiratino.
La crisi, scoppiata in parte anche perché è venuta meno la promessa di copertura finanziaria da parte non solo dell’emirato ma anche della vicina Abu Dhabi, riguarda prevalentemente i debiti contratti per i numerosi e costosi progetti immobiliari che lo sceicco di Dubai, Ahmed bin Saeed al-Maktoum, ha messo in cantiere negli ultimi cinque anni e che, complice anche la crisi internazionale, sono rimasti senza credito e, soprattutto, senza acquirenti.
Quello che resta da capire è soprattutto che tipo di impatto avrà sul mercato italiano questa crisi. Se ne avrà uno. L’Italia in realtà non è uno dei paesi principali investitori nell’emirato arabo anche se nel settore immobiliare più di una società aveva cercato un approdo a Dubai. Tra questi Gabetti, Professione casa, ma anche Volpes e Multiplata. Servirà tempo e pazienza perché la situazione si riprenda. Forse più dei sei mesi richiesti per la moratoria dei debiti.

giovedì 26 novembre 2009

Moratoria mutui L’Abi pensa a un tetto di 120mila euro


L’Abi e le associazioni dei consumatori stringono per arrivare a una soluzione condivisa sulle procedure per la moratoria dei mutui riservata alle famiglie in difficoltà. Gli uffici sono al lavoro e l’accordo potrebbe essere trovato già a metà dicembre. Con l’obiettivo di partire a inizio 2010: se non dal primo gennaio, come ha detto il presidente dell’Abi, Corrado Faissola, almeno dal 15.


Restano tuttavia alcuni punti sui quali manca l’accordo tra l’Abi e i consumatori: dal tetto massimo del valore del mutuo ai requisiti per godere della moratoria. Quest’ultima sospenderà per 12 mesi le rate dei mutui delle famiglie colpite da licenziamenti o cassa integrazione. La piattaforma prevede che la sospensione si applichi ai mutui «erogati a persone fisiche» fino a un valore massimo di 120mila euro (inizialmente il tetto era 100mila euro), relativi all’abitazione principale. Sono compresi mutui sottoscritti per costruire o ristrutturare la casa. Il documento sottoposto alle associazioni prevede però che la moratoria non valga per i mutui per i quali si siano registrati ritardi di pagamento di almeno 90 giorni.
lunedì 9 novembre 2009

QUANDO IL MUTUO SI TRASFORMA IN DEBITO “USURAIO” È POSSIBILE CHIEDERE UN RIMBORSO



Se siete fra quelli che hanno stipulato con la banca un mutuo  a tasso variabile (in particolare un mutuo con un tasso in cui le variazioni dello stesso vengono decise unilateralmente dalla banca), allora è il momento di farsi avanti e verificare molto bene se i tassi che vi sono stati applicati abbiano “sforato” in usura. Per verificare le dimensioni del fenomeno è stata interessata di recente anche l’Autorità giudiziaria, la quale ha in corso accertamenti. Intanto alcuni consumatori hanno già richiesto ed ottenuto anche ingenti rimborsi in relazione a tassi usurari praticati.
Da qualche tempo il CTCU è alle prese con segnalazioni di consumatori che sospettano che il tasso del proprio mutuo non sia legale. Alcuni di essi, avendo fatto due conti in tasca, sono arrivati addirittura a stabilire che una parte degli interessi pagati alla banca in questi anni non erano dovuti, in quanto oltre le soglie di usura stabilite trimestralmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e hanno ottenuto già cospicui risarcimenti.
“Il sospetto è che la questione coinvolga numerosi utenti bancari e non si tratti solo di pochi casi isolati - ci spiega Walther Andreaus, direttore del CTCU - Del resto ci risulta che negli anni passati, anche quelli più recenti, siano stati stipulati numerosi contratti di mutuo ipotecario a tasso variabile, sia indicizzati che non. Resta ora da verificare se la banca abbia in tutti i casi rispettato i tassi di usura previsti dalla legge oppure no.”

Un esempio di sforamento in usura. Se ad esempio per un mutuo ipotecario ad ottobre del 2004 avete pagato un tasso di interesse (tasso effettivo globale o TEG) superiore al 5,760%, gli interessi che vi sono stati richiesti erano “usurari”. Altrettanto se ad esempio ad aprile del 2006 vi hanno chiesto degli interessi superiori al 6,240%. Attualmente la soglia di usura prevista per la categoria dei “mutui ipotecari a tasso variabile” è fissata al 4,875%.

Come procedere alla verifica? Richiedere alla banca un piano di ammortamento riepilogativo, storico, utilizzando il fac simile a disposizione sul sito del CTCU, http://www.centroconsumatori.it/ e copia del contratto di mutuo (se non lo avete già a disposizione).
Dopo aver ottenuto dalla banca la misura dei tassi applicati nel corso degli anni al mutuo (vedi piano di ammortamento rilasciato), confrontate questi con le soglie di usura dei relativi periodi.

Se dal confronto risulta che i tassi applicati sono superiori all’usura oppure di poco inferiori (massimo 0,30%), fissate un appuntamento al CTCU per un controllo più approfondito del vs. calcolo. In tale sede potranno essere decisi assieme agli esperti del Centro i passi più opportuni.
I fac simili sono disponibili gratuitamente in formato cartaceo anche presso le sedi del CTCU.

Attenzione! Quanto sopra riferito non vale per i mutui a tasso fisso. A chi ritenesse comunque di pagare attualmente un tasso troppo elevato rispetto al tasso medio di mercato (cd. TEG medio), sia nel caso di un mutuo a tasso fisso che nel caso di uno a tasso variabile, suggeriamo: di chiedere senza indugi una rinegoziazione dello stesso alla banca e se questa non si dimostra disponibile a venirvi incontro, a cambiare istituto, chiedendo la cd. surrogazione che è gratuita.
Afferma ancora Walther Andreaus: “La partita è quindi aperta e in mano ai diretti interessati. Fatevi avanti! Non ne va solo di percentuali, ma anche del denaro con il quale sbarcare il lunario in epoca di crisi.”
giovedì 5 novembre 2009

Notizie Finanziarie: la Fed lascia invariati i tassi d'interesse



La Federal Reserve ha deciso ieri di mantenere ancora fermi i tassi d'interesse, senza peraltro sorprendere il mercato. I Fed Funds restano così nel range tra lo 0 e lo 0,25%.
La Banca Centrale ha fatto sapere che manterrà i tassi di interesse "eccezionalmente bassi" per un esteso periodo di tempo, sottolineando che l'economia, con ogni probabilità, resterà "debole per un po' di tempo".
Tuttavia, ha detto inoltre la Fed, l'attività economica ha continuato a riprendersi e i mercati finanziari sono sostanzialmente invariati da settembre.
L'istituto ha poi indicato un mercato del lavoro ancora sotto pressione e la debolezza della spesa dei consumatori causata in parte dalla perdita di posti di lavoro. 
mercoledì 4 novembre 2009

Perplessità sulla moratoria per i mutui.




La famiglie in difficoltà potranno godere della sospensione del mutuo per un periodo massimo di 12 mesi, secondo un comunicato lanciato dall’Abi.
Si spera che entro fine novembre il piano definitivo venga approvato e le misure proposte divengano a tutti gli effetti operativa. Un vincolo che però già appare difficile da superare è relativo alla “volontarietà” del provvedimento. Alle banche, infatti, è data la possibilità di aderire o meno all’accordo. Vi è quindi la legittima paura che le banche di fatto non applichino tale provvedimento, relegandolo a rimanere una semplice buona proposta, della quale gli utenti finali mai riusciranno a trarre i benefici previsti.
In realtà, infatti, una soluzione volta a sostenere le famiglie già esisteva e non teneva conto dell’arbitrarietà delle banche. Il 24 dicembre 2007, con la legge 224 si era previsto, infatti, il ricorso ad un vero e proprio fondo di solidarietà dei mutui, che consente la sospensione del pagamento del mutuo per un massimo di 2 volte e per un arco temporale che non superi i 18 mesi. Il regolamento che avrebbe dovuto far seguito alla legge, in realtà non fu mai emesso.



giovedì 22 ottobre 2009

Codacons: a Gennaio moratoria mutui per famiglie in difficoltà.

L’Abi ha reso noto oggi che dal prossimo gennaio lancerà una moratoria a salvaguardia dei mutui delle famiglie in difficoltà.

Il Codacons fa presente che se oggi l’Abi può presentare il progetto come se fosse una iniziativa autonoma delle banche è solo perchè il Governo sembra disinteressato alle famiglie italiane in difficoltà si rifiuta di applicare quanto già previsto dall’ultima finanziaria del Governo Prodi (Legge 24 dicembre 2007, n. 244), secondo la quale il cittadino in difficoltà poteva sospendere il pagamento del mutuo acceso per l’acquisto della prima casa sino a diciotto mesi.

Un articolo mai applicato solo perchè il Ministro dell’economia e delle finanze non ha ancora voluto, a distanza di ormai 22 mesi, emanare le norme di attuazione del Fondo indispensabili per rendere operativo il provvedimento.

Ecco perchè il Codacons considera positiva l’iniziativa solo ed esclusivamente a condizione che si rispetti la legge esistente e che, quindi, si consenta di sospendere le rate fino a 18 mesi, non 12, e che la sospensione valga per chiunque dimostri semplicemente di non essere in grado di provvedere al pagamento delle rate del mutuo, indipendentemente, quindi, dal fatto di essere disoccupato, cassaintegrato o che sia morto un componente della famiglia.

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